estate
L’estate per me è sempre stata la casa dei nonni sul lago. Quando ogni anno si ripresentava la fine di giugno sapevo, fin da piccola, cosa mi aspettava: in un paio di giorni la casa si riempiva di valigie aperte e strabordanti vestiti, e vedevo mia madre agitarsi per tutte le stanze in preda a una frenesia che si sarebbe placata solo a bagagli completati. Il rituale era sempre lo stesso: la grande borsa verde si riempiva dei suoi vestiti, in quella blu ficcava in tutta fretta qualche bermuda per mio padre e poi due grossi zaini erano adibiti Read more...
Ecco là! Ferie cominciate come da manuale da nemmeno dieci ore: lontananza da casa oltre i cinquecento chilometri, lontananza dalla monotonia, i soliti giri, le solite amicizie, le solite stupide e futili discussioni, distante dalle bollette da pagare, la spazzatura da portar fuori, la spesa da fare, il frigo da riempire, distante da tutto quello che in questi ultimi mesi son diventati vestiti ormai stretti. Distante come desideravo da ormai un anno ma, dopo appena dieci ore, addosso quel senso di vuoto che si indossa appena tutto si trasforma in ciò che avevi previsto ma non volevi si verificasse. Avete Read more...
La fila davanti al check-in stamattina sembra interminabile. Seduta al banco di accettazione riesco a scorgerne la fine con difficoltà,nonostante siano appena le sei di mattina. E' estate, del resto. C'è un'orda di vacanzieri, con borsoni da mare, camicie a fiori e pagliette in testa. Qualcuno, temerario, ha persino portato l'ombrellone da casa, temendo di non trovarlo nella destinazione turistica cui è diretto. Fa caldo. Vedo una donna sventolarsi con una rivista per farsi aria. Ha il pareo e le infradito, e quando arriva il suo turno, mi chiede come mai l'aria condizionata sia ancora spenta. Intanto,io prendo i documenti Read more...
Si sentiva soltanto il canto degli uccelli tra le fronde degli alberi. Faceva caldo e si affacciò alla finestra. Una bellissima veduta si presentò dinanzi a lei: l'acqua quasi immobile del lago che brillava sotto i cocenti raggi del sole. Uno spettacolo della natura! La baita sorgeva proprio sulle sponde del lago e lì aveva deciso di trascorrere quelle giornate d'estate. Uscì a sedersi nella verandina davanti la porta d'ingresso in compagnia di un bel libro. E così, lontana dalla caotica frenesia della città, si era immersa nel dolce silenzio della natura. Intenta nella lettura e catturata dalla trama del Read more...
Non giocava a pallavolo. Piuttosto respingeva la palla lontano da sé con un malcelato moto di fastidio. Ma faceva parte di un cerchio. E un cerchio è perfetto, completo, solo nella sua intierezza. Se uno dei suoi raggi si piega o si spezza è l'insieme che ne risente, alterandone profondamente la natura. Ma a lei sembrava non importare nulla di tutto ciò. L'altra veleggiava verso improbabili coste lontane su un materassino giallo fluorescente. Cordonata, o forse meglio circondata, da placidi gabbiani. Che, quatti quatti, le si avvicinavano con fare fintamente indolente. Pronti a piluccarne le carni al suo Read more...
“Vieni più vicino. Lo senti come batte? Sta tutto qui il segreto, in un battito di cuore”. Anna sospirò al pensiero di che cosa l’avesse spinta a tornare in quella casa dopo tanti anni; a tirare fuori dal cassetto della scrivania dei suoi genitori la piccola chiave rossa usurata dal tempo. Doveva chiudere un ciclo e adesso era lì, pronta ad ascoltare la voce silenziosa che l‘aveva richiamata indietro, sui passi del ricordo. Era come se il tempo si fosse addormentato tra le mura spoglie e i mobili coperti da pesanti teli bianchi. Qualche vecchio giornale languiva abbandonato sul Read more...
L'afa di un pomeriggio d' estate, mentre cerchi di dormire, poiché non hai la forza di fare altro, mentre anche l'aria sembra mancare, ferma ed immobile, nell'accecante bagliore d'un sole di fuoco! Solo un rumore, continuo, assordante, che riempie il vuoto bollente, senza tregua, che non ti da respiro! Sono tornate le cicale! Era da tanto che non si sentivano così numerose e ciarliere, o forse nelle altre estati, avevo altro da ascoltare, altro da vedere, altro da pensare. Ricordo i racconti di papà, quand'ero bambina. Le lucciole, che accendevano la notte col loro bagliore che illuminavano i campi di Read more...
Forse non sai, lo non ancora del tutto, che con te, nella tua casa, ho vissuto due stagioni e, in un giorno, tutta un’estate. Sono arrivata che era inverno, fuori, ma anche un po’ dentro. Un inverno di freddo confuso, un inverno da lasciare andare, che tu hai fatto sciogliere in fretta trasformando le stelle in primavera. Sono passati i mesi ed io ho continuato ad arrivare su per quelle scale di pietra, di cui ho amato ogni gradino. E con me la primavera è arrivata davvero, con il suo tempo balzano ed ha portato una grossa bufera, per la Read more...
L'aria condizionata iniziava a farsi sentire creando un cerchio alla testa del povero Andrea. Erano ormai sei ore che stava visitando il museo più importante di Parigi. Tutti i turisti recatesi in quella città lo avevano visto, forse come prima tappa, e, invece, lui, che a nella capitale francese viveva da ormai sei anni, non c'era mai stato. Seppur quasi orario di chiusura vi erano ancora tanti, troppi visitatori nel padiglione "Sully" ( nome che a lui faceva venir in mente una battutta un po' volgare tratta da un video spoletino, sua terra d'origine). Nella sua testa persisteva una fastidiosa Read more...
Firenze, mercoledì 1 agosto 2018, ore 10:15. Sto procedendo, in sella al mio fido destriero, sulla ciclabile di lungarno Ferrucci. Una pedalata pigra dà il ritmo ai miei pensieri. Fa già un caldo boia. La culla del Rinascimento è meravigliosa, ma in fatto di clima non esagero se dico, da buona fiorentina, che è una città abbastanza sfigata, soprattutto per le estati parecchio calde e umide. Il solleone agostano, poi, la trasforma in una sorta di foresta tropicale: oltre all’afa insopportabile, pure una quantità gargantuesca di zanzare. Comunque, tornando a noi, mentre pedalo sul lungarno ho la sensazione Read more...