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Poesia di Gianni Rodari

“Il cielo è di tutti”, la poesia di Gianni Rodari contro le discriminazioni

"Il cielo è di tutti" è una poesia di Gianni Rodari contro quelli che sono i confini, le discriminazioni, le ingiustizie del mondo.

il 14 aprile 1980 moriva Gianni Rodari, il padre della letteratura infantile e per ragazzi. L’autore di poesie, racconti, favole, amatissimo ancora oggi, ci ha regalato questa preziosa poesia contro quelli che sono i confini, le discriminazioni, le ingiustizie. Infatti, nonostante i destinatari primari siano i bambini, i versi di Gianni Rodari colpiscono anche il cuore degli adulti, facendoli riflettere ed emozionare. 

Una poesia che abbatte le discriminazioni 

“Il cielo è di tutti”: una poesia caratterizzata da un linguaggio semplice, diretto, incisivo, in grado di cogliere subito i punti salienti del messaggio. Rodari, infatti, scrive per abbattere quelli che sono i confini, i muri, le discriminazioni che fin troppo spesso rendono questo mondo “ingiusto”. Come si può considerare una persona “diversa” solo perché proveniente da un altro paese? Come si può discriminare qualcuno con un colore diverso di pelle? Considerarlo inferiore, sporco, ingrato. Come si può emarginare qualcuno solo perchè parla un’altra lingua o è di un’altra religione? “Qualcuno mi spieghi questo mistero” – scrive– , “il cielo è di tutti gli occhi”, questo significa che anche il mondo è di tutto e questo ci rende uguali. Vivere sotto lo stesso cielo abbatte le barriere che, purtroppo, diventano capo espiatorio di razzismo e ingiustizie. Nonostante questa poesia sia del 1960 (Da Filastrocche in cielo e in terra, Torino, Einaudi), le sue frasi incalzanti come una canzone d’autore, sono estremamente attuali. 
In fondo il cielo è sempre uno unico e, nel 2021, la terra è ancora a pezzetti.

“Il cielo è di tutti”, la poesia di Gianni Rodari

il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

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