fotografia
Il signor Bryan era affacciato alla finestra, completamente immerso nella luce accecante del primo pomeriggio
Il vecchio Abir faceva il lustrascarpe, un mestiere che a Cracovia erano ormai rimasti in pochi a fare in quegli anni. La sua bottega si trovava nei pressi del castello di Wawel, proprio sotto la grande statua in bronzo del drago. Non era una vera e propria bottega considerato che era all’aperto: una sedia di legno, un cuscino con una stampa a fiori, un vecchio sgabello e una cassetta piena di spazzole e lucidi. C’era anche una valigia, ma che non facesse parte dell’arredo era opinione diffusa. Era una vecchia valigia di cartone con tante fotografie di posti lontani incollate Read more...
Il signor Bryan era affacciato alla finestra, completamente immerso nella luce accecante del primo pomeriggio. "Entra pure Morgan. Ti stavo aspettando." mi disse appena superai il pianerottolo della sua stanza. Il signor Bryan, all'anagrafe John Thomas Bryan, era un uomo di mezza etá di origine inglese e proprietario della agenzia di scoop presso cui lavoravo. Grassoccio, capelli brizzolati e volto giovanile dove i tratti della maturità tardavano ancora a manifestarsi. "Ho cercato di raggiungerla il prima possibile. Quando il lavoro mi chiama è impossibile tirarmi indietro." risposi. "Proprio per ciò ti reputo uno dei miei migliori uomini. Non a caso Read more...
80 gallerie provenienti da 12 diverse nazioni del mondo con 230 artisti, 15 editori specializzati e 20 artisti indipendenti
Un lungo viaggio dall’Afganistan all’India, dall'Asia all’Africa, da Cuba agli Usa, dal Brasile all’Italia
Dal 19 marzo al 3 luglio 2016 all’Arengario monzese
"Una retro innovazione che unisce il mondo del passato e quello attuale". Parola del suo creatore
Bruno Luverà, curatore della rubrica del Tg1 “Billy, il vizio di leggere”, ci illustra alcuni aneddoti esclusivi legati a questo speciale sulla fotografia
Il secondo appuntamento si terrà il 23 marzo e vedrà protagonista il fotografo e giornalista italiano
Le fotografie esposte sono il frutto di due diversi "incontri" nella Factory della Grande Mela tra il fotografo Aurelio Amendola ed il re della pop art