OPEN Pavilion, “L’officina del fotografo“ con Ferdinando Scianna

Il secondo appuntamento si terrà il 23 marzo e vedrà protagonista il fotografo e giornalista italiano
OPEN Pavilion, “L’officina del fotografo“ con Ferdinando Scianna
Il secondo appuntamento si terrà il 23 marzo e vedrà protagonista il fotografo e giornalista italiano

MILANO – Prosegue il 23 marzo la rassegna “OPEN Pavilion”, il ciclo di incontri mensili ideati da Roberto Cotroneo e UniCredit Pavilion e che hanno luogo allo stesso UniCredit Pavilion. Questa serie di conferenze ad ingresso gratuito, moderate dal giornalista, scrittore e poeta Roberto Cotroneo, sono dedicate ad appassionati e curiosi della cultura e con l’obiettivo di aprire nuove prospettive e punti di vista originali su quanto ci circonda e fa parte delle nostre vite: narrazioni, musica, immagine, arte, etc.

IL SECONDO INCONTRO – Il secondo appuntamento si terrà il 23 marzo e vedrà protagonista Ferdinando Scianna, fotografo e giornalista italiano, nell’incontro dal titolo “L’officina del fotografo“. Cosa significa scattare una foto? In che modo un fotografo guarda il mondo? Cosa accade in quello spazio sospeso in cui si inquadra un soggetto e si sta per scattare? In questi anni, complice il progresso tecnologico e digitale, la fotografia si è diffusa in modo capillare ed è entrata nel quotidiano di tutti. Questo ha portato a un interesse anche per le mostre di fotografia e un’attenzione all’immagine ancora più forte di un tempo. Scianna parlerà del suo lavoro da fotoreporter, dei suoi anni a Parigi, dell’amicizia con Henri Cartier-Bresson, della scoperta della fotografia di moda e della sua rivisitazione, della pratica fotografica di ogni giorno e di come potrebbe essere il futuro delle immagini.

SCIANNA – Ferdinando Scianna nasce in Sicila, a Bagheria nel 1943 ed inizia a fotografare nel 1960 mentre studia letteratura, filosofia e storia dell’arte presso l’Università di Palermo. Nei sui primi scatti il
vero protagonista è il popolo siciliano: Feste religiose in Sicilia (1965) pubblicato insieme allo scrittore siciliano Leonardo Sciascia vince il premio Nadar e si rivela la prima di molte
collaborazioni con lui e altri scrittori famosi. Si trasferisce a Milano nel 1966 e inizia a lavorare per il settimanale L’Europeo, prima come fotografo poi come giornalista corrispondente da Parigi. Durante la sua permanenza in Francia incontra Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte dell’Agenzia Fotografica Magnum Photos. Alla fine degli anni 80 si specializza nel campo della fotografia di moda e di pubblicità, con enorme successo internazionale. Torna ad esplorare il significato di rituali religiosi con Viaggio a Lourdes (1995), due anni dopo ha pubblicato la raccolta di immagini Dormire Forse Sognare. I suoi ritratti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges sono stati pubblicati nel 1999 e nello stesso anno la mostra Niños del Mundo racchiude le immagini di che Scianna scatta ai bambini provenienti da tutto il mondo. Nel 2002 ha completato Quelli di Bagheria, un libro sulla sua città natale, in cui cerca di ricostruire l’atmosfera della sua giovinezza attraverso gli scritti e le fotografie di Bagheria e le persone che vi abitano. Svolge da anni anche un’attività critica e giornalistica che gli è valsa
numerosissimi articoli in Italia e Francia su temi relativi alla fotografia e alla comunicazione con immagini in generale.

“Una fotografia non viene creata da un fotografo. Quello che fa è solo aprire una piccola finestra e catturarla. Il mondo poi la descrive. L’atto dei fotografi è più vicino alla lettura di quanto lo sia alla scrittura; sono i lettori del mondo.”

 

Save the Date F.Scianna

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