L'amore oggi

L’amore oggi ai tempi del Coronavirus

La psicologa e scrittrice Vera Slepoj spiega come cambia l'amore e come si evolvono le relazioni sentimentali in questo periodo in cui si evitano incontri e contatti fisici
L'amore oggi ai tempi del Coronavirus

L’amore ai tempi del Coronavirus passerà certamente alla storia. Del resto ogni epoca ha manifestato l’amore in modi diversi e precisi, sia attraverso l’espressione del mondo dell’arte e delle lettere, sia nei comportamenti soggettivi.

L’amore prima della pandemia

L’amore prima della pandemia possiamo dire che procedeva lentamente, non dava spunti precisi di riflessione. C’erano l’amore violento, quello legato ai femminicidi, l’amore conflittuale, quello che portava a separazioni e divorzi. Esistevamo gli amori virtuali, quelli delle chat, e poi l’amore degli adolescenti o quelli simbiotici, caratterizzati dalla paura del dolore e delle delusioni. 

L’amore di fatto è stato il grande assente nella vita reale. Adesso abbiamo dovuto mutare i nostri stili di vita. L’amore si è dovuto restringere in spazi angusti, privato della fisicità, negato di quell’abitudine a potersi muovere sostenuto dall’essere privo di regole. Il momento contemporaneo che stiamo vivendo è caratterizzato dal corpo lontano, tenuto a distanza, affievolendo così quella sorta di narcisismo sociale che è in atto. Il virus ci obbliga a guardare la vita per quella che è. Così l’amore appartiene ad un cambiamento.

L’amore come controllo

Più che l’amore, oggi trionfa il bisogno di controllo, di accettazione. Gli amori dovranno a questo punto seguire gli ideali più difficili da ricomporre, come la rinuncia all’esteriorità, alla passionalità e all’egoismo. L’amore prima dal coronavirus apparteneva ad un’idealità di tipo emotivo ed esibizionista. Dall’innamoramento si passava direttamente alla convivenza, alla costruzione di una casa e di un matrimonio. Poi si entrava nella difficoltà di tenere in piedi la realtà della quotidianità, con conseguente aumento del conflitto, la separazione, la diversità e la resa. Amori nati nell’onda dell’idealizzazione emotiva, costruiti sull’immagine dello star system: i viaggi, i selfie, le chat, i dettagli superficiali, la cena, gli anniversari. Tutti elementi che servivano come forma di affermazione e consenso.

Con il coronavirus queste coppie d’amanti dentro l’ansia, la paura e l’angoscia, sentimenti a cui questo tipo di relazioni non erano abituati, possono mostrare tutta la loro precarietà. Non è detto che, alla fine di questo periodo, reggano e siano riusciti a consolidarsi. Semmai il rischio è la difficoltà di affrontare la rinuncia, l’isolamento emotivo e l’impraticabilità dei riti sociali, grande copertura degli amori apparenti.

L’amore che sta in equilibrio, tra ragione e pulsione

Questo tipo di amore riguarda gli amanti seriali, i grandi seduttori, i fautori di storie parallele, le relazioni basate sull’adrenalina, sugli incontri sessuali emotivi e trasgressivi. In questo contenitore ci sono gli amori che sono nati o nascono in corsia, negli uffici, negli studi professionali, durante i viaggi, i convegni. Sono quelli basati sulla dicotomia tra la relazione convenzionale che il soggetto vive in casa e l’altro. Essi servono da compensatori e ottimizzatori di performance in grado di non mettere di fatto in luce le disarmonie della storia istituzionale.

L’obbligo di stare in casa non favorirà certamente gli amori segreti. La sessualità compensativa delle imperfezioni delle relazioni coniugali avranno un ruolo significativo. Il partner istituzionale, se sarà capace di reggere le intuizioni, le paure del tradimento, se si asterrà dal confronto e da eventuali verifiche, se non controllerà il cellulare, potrà uscirne vincente.

Questi amori paralleli privi dei loro riti, fatti di fisicità e complicità, potranno aver una loro continuità e forse anche un successo o un chiarimento. Ciò se i partner segreti sapranno vivere la solitudine, rinunciare alla quotidianità e saper affrontare la verità dell’amore. Perché il tempo può dare buone opportunità per verificare se saranno amori autentici oppure espressioni compensative.

L’amore e l’autonomia

E’ un grande momento per rivalutare questo sentimento simbolico, quello che viaggia con le emozioni profonde: l’amore intuitivo, silenzioso, senza finalità. Tutte le forme di sentimento che non passano attraverso il controllo e la conferma. Forse per il futuro l’amore si trasformerà non più in necessario, non come bisogno o come cura, ma come grande patrimonio legato all’altruismo.

Il grande dilemma del nuovo millennio è stato proprio la scomparsa dell’amore ideale, se vogliamo anche utopico. L’amore come dedizione, come scoperta dell’altro, come rinuncia del narcisismo. Questo tipo di sentimento è stato sostituito nel passato dall’amore come dipendenza, come bisogno.

L’amore ai tempi del Coronavirus può avere la chance di ritornare a poter essere spirituale, perché il sentimento amoroso a distanza non rientra più nel consumismo dell’amore, ma come ricerca dell’essenza della conoscenza.

L’amore a distanza

Questo tipo di amore non si può consumare, quindi deve vivere di altri tipi di emozioni. Sicuramente ha bisogno della fantasia e della disponibilità. Pur nel beneficio delle videochiamata, questi amori devono nutrirsi non più di azioni, ma di intuizioni. Le coppie avranno più possibilità di guardare i dettagli, del tempo per approfondire e conoscere l’altro. Nelle situazioni in cui l’angoscia può avere il sopravvento, gli amori che resistono saranno diversi. Si consolideranno sui dettagli, sulle piccole cose, le frasi dette, ma anche quelle non dette. Ciò perché i linguaggi dell’amore hanno percorsi ben precisi e, se ci sono, sono solidi e reali.

Gli amori a distanza sono quelli che includono anche i sentimenti che gli adolescenti proveranno in questo periodo. I giovani amanti, quelli alle prime esperienze, nelle loro prime storie sentimentali, si troveranno di fronte al grande tema dell’immaginazione, dell’amore come sogno, come desiderio, con la complicità della condivisione. Saranno sentimenti che vedranno il grande ritorno della sincronia e della semplicità delle parole.

Gli amori che si troveranno improvvisamente separati, senza una programmazione ma per contingenza, troveranno una via trasversale che sarà quella della solidarietà e del rispetto per la diversità.

Gli amori violenti

Finiranno gli amori violenti, quelli basati su colpa e umiliazione, sulla dipendenza emotiva, perché molti di questi amori violenti faranno fatica ad essere alimentati. L’impossibilità dell’incontro, che spesso nel tempo diventa violento, non potrà essere alimentato. L’amore violento è basato sul controllo e sull’ossessione, che nell’impossibilità dell’incontro, basato spesso sulla debolezza dell’altro. Molti finti amori condannati alla violenza potranno finalmente concludersi, non per colpa del partner debole, ma di un virus che in questo caso, come per le dipendenze, potrebbe essere salvifico.

Vera Slepoj (estratto da Il Mattino di Padova)

 

 

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