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Come affrontare la quarantena se si è single e si vive soli in casa

La psicologa e scrittrice Vera Slepoj spiega come affrontare la quarantena in casa se si vive soli in casa
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Affrontare la quarantena dovuta al Coronavirus è difficile, sopratutto se si vive da soli e in casa non si vive insieme ad altre persone. I single sono una categoria difficile, perché la loro caratteristica è stare soli. A seconda della categoria di single, si può delineare la propria parte psicologica, individuare gli atteggiamenti, i rischi, ma anche le opportunità che offre l’affrontare la quarantena.

Single per scelta

I single per scelta sono tutti coloro che hanno costruito la loro vita non solo come scelta, ma come conseguenza. Si tratta di personalità che hanno dovuto affrontare scelte di lavoro lontano da casa, persone che hanno affrontato delusioni familiari, amorose, matrimoniali. Si sceglie così di diventare autonomi e di non avere bisogno più di tanto degli altri. Chi è single per scelta si troverà di fronte ad una battaglia dura nell’affrontare la quarantena, dove le strategie del passato adesso non sono più praticabili. Resta il grande mondo di Skype e dei social che, se gestiti e non subiti, diventano fondamentali. E’ necessario programmare la giornata con azioni ben precise: apparecchiare tavola per colazione, pranzo e cena, scegliere il menù della settimana, le ore per lo svago televisivo o altro. Non solo: dedicare un’ora fondamentale per una qualsiasi minima pratica motoria, anche aiutati da qualche video.

Cose da fare

E’ l’imprevisto e gli spazi improvvisati a creare panico, malinconia, senso dell’inutilità delle cose che si fanno. Alzatevi presto, curate l’aspetto, tagliatevi eventualmente i capelli da soli, fatevi la barba, telefonate i vostri amici e parenti. Non rimanete in pigiama o con la camicia da notte tutto il giorno: vestitevi in modo casual. Curate l’igiene della casa. Importante: non lasciate la cucina sporca. Tutto questo sembra banale, ma è fondamentale per mantenere un rapporto concreto con la realtà ed affrontare la quarantena evitando depressione e ansia.

Single separati/divorziati

Si tratta di una categoria molto particolare e delicata. Sono quelli che provengono da una separazione/divorzio e che hanno costruito la loro vita con i tempi e gli spazi da condividere con i figli in periodi alternati. I single separati sono abituati a scandire il proprio tempo in maniera organizzata, con precise modalità. E’ necessario mantenere la propria genitorialità, ma se i figli vivono altrove occorre cercare di essere presenti tramite videoconferenze programmate, cercando degli incontri con i figli per approfondire la loro giornata e dare eventualmente consigli su come affrontare questi giorni. Per affrontare la quarantena lo spazio vuoto deve essere ricollocato, creando ritmi che possono essere simili a quelli soliti, ma simbolicamente programmati. Ad esempio è possibile scrivere un diario da leggere poi ai propri figli, ricercare giochi da fare in casa o soluzioni da proporre ai figli, in modo tale da mantenere un fil rouge nella loro vita.

I separati sentimentali

In realtà è l’amore ad essere messo alla prova, non siamo allenati veramente all’amore platonico, a quello che non può consumarsi, che non può essere programmato nel tempo. Si tratta di separati sentimentali che sono costretti a gestire il loro amore a distanza, abituati prima ad appuntamenti programmati, ad incontri anche se dopo molte settimane. Tutto diventa improvvisamente complesso, e la comunicazione può diventare inesatta, incompleta e frustrante. In queste tipologie di relazioni sentimentali, dove si è soli ma si ha una persona altrove, bisogna evitare i conflitti, l’ambivalenza ed i messaggi incompleti.
E’ necessario più che mai credere nell’amore, nelle risorse essenziali, nella fiducia e nella solidarietà. Non occupate il tempo con ossessionanti controlli, con un ossessionante bisogno di conferme, morbosità. Non bisogna chiamate ogni momento o riaprire vecchie ruggini con il partner. E’ necessario che l’amore diventi adulto, e sperimenti la consapevolezza profonda che l’amore vero non è simbiotico, non è necessario, ma è e rimane in quanto tale.

Vera Slepoj (estratto da Il Mattino di Padova)

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