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poesie d'amore

Sì, al di là della gente ti cerco, la poesia sulla ricerca di un grande amore

Sì, al di là della gente ti cerco è una poesia di Pedro Salinas, scritta nel 1933, parla di un grande amore che non smette di essere desiderato. Nonostante tutto.

Nonostante tutto, noi, l’amore lo andiamo sempre a rincorrere. E per amore si intende la persona che abbiamo amato, che non abbiamo potuto tenere vicino a noi, che è scomparsa, che è andata via. Noi la cerchiamo, sempre, come se fossimo dei forestieri nella vita. Pedro Salinas in questa poesia scritta nel 1933, ci parla di una condizione che molti di noi hanno, quella del vivere una vita inseguendo quel sentimento che vorremmo ancora alimentare.

Alla ricerca di un grande amore

Pedro Salinas, poeta spagnolo noto negli anni ‘20, ha scritto questa poesia nel 1933. “Sì, al di là della gente ti cerco” è il nome di una sua raccolta poetica e della poesia che vi proponiamo. Una poesia che è in grado di spiegare tutto il significato del canzoniere, che è una dichiarazione d’amore struggente verso una donna che non c’è più.

Salinas ci parla di un amore che è in grado di andare oltre le parole, oltre le immagini e le somiglianze. Quando è che si arriva a cercare la propria anima gemella in se stessi? Quando si arriva ad amare tanto da sentire un’altra persona nelle proprie vene? (Non sei ciò che mi sta palpitando nelle vene, e non è me. Al di là, più oltre ti cerco.) Forse quando l’amore diventa così totalizzante da fondersi con un’altra anima. E si vive insieme, fusi in un solo corpo, con la capacità di espandersi. (E per trovarti, cessare di vivere in te, e in me…) Salinas ci parla di questo tipo di amore. Ci parla di quello che, spesso, ci fa sentire vivi ma anche profondamente vicino al baratro. (Vivere ormai di là da tutto, sull’altra sponda di tutto – per trovarti – come fosse morire.)

La poesia

Si, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.
Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.
Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.
E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sull’altra sponda di tutto
– per trovarti –
come fosse morire.

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