POESIA - La seconda parte della top 30 dei poeti classici più famosi

Poesia, ecco i 30 poeti più famosi di tutti i tempi – parte II

''Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle'', iniziamo questa seconda parte con un altro aforisma dedicato alla poesia. Questa volta la frase appartiene ad uno dei poeti che abbiamo già incontrato in questa top 30...

Continua il nostro percorso alla scoperta dei poeti più famosi di sempre. Dopo avervi elencato i 15 nomi più celebri della poesia, proseguiamo ora con la seconda parte

MILANO – ”Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle”, iniziamo questa seconda parte con un altro aforisma dedicato alla poesia. Questa volta la frase appartiene ad uno dei poeti che abbiamo già incontrato in questa top 30, Charles Bukowski, tra le penne più amate di tutti i tempi. Proseguiamo ora con gli ultimi 15 poeti, chi è il vostro preferito?

Alessandro Manzoni – E’ stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano. È considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, principalmente per il suo celebre romanzo I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana.

Alda Merini – E’ stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. Una vita non certo facile la sua, ma la sua poesia e le sue parole sono ancora tra le più apprezzate di sempre.

Eugenio Montale – E’ stato un poeta, giornalista, traduttore, critico musicale e scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975. La sua formazione è dunque quella tipica dell’autodidatta, che scopre interessi e vocazione attraverso un percorso libero da condizionamenti. Letteratura (Dante, Petrarca, Boccaccio e D’Annunzio su tutti, autori che lo stesso Montale affermerà di avere ‘attraversato’) e lingue straniere sono il terreno in cui getta le prime radici la sua formazione e il suo immaginario.

Pablo Neruda – Scelse lo pseudonimo di Pablo Neruda, in onore dello scrittore e poeta cecoslovacco Jan Neruda, e che in seguito gli fu riconosciuto anche a livello legale. Definito da Gabriel García Márquez ‘il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua’ e considerato da Harold Bloom tra gli scrittori più rappresentantivi del canone Occidentale, è stato insignito nel 1971 del Premio Nobel per la letteratura.

Giovanni Pascoli – Pascoli, nonostante la sua formazione eminentemente positivistica, è, insieme a Gabriele D’Annunzio, il maggior poeta decadente italiano. Dal Fanciullino, articolo programmatico pubblicato per la prima volta nel 1897, emerge una concezione intima e interiore del sentimento poetico, orientato alla valorizzazione del particolare e del quotidiano e al recupero di una dimensione infantile e quasi primitiva

Pier Paolo Pasolini – È considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo. Dotato di un’eccezionale versatilità culturale, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi come poeta, romanziere, drammaturgo, linguista, saggista e cineasta. Attento osservatore della trasformazione della società dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi.

Francesco Petrarca – E’ stato uno scrittore, poeta, considerato, per «chiarezza», «splendore dello stile» e «misura ne’ sentimenti», il primo «artista» italiano. L’opera per cui Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere. Di grande importanza è anche il Secretum, in cui Petrarca dialoga con sant’Agostino alla presenza muta della Verità.

Jacques Prevert – La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita. Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato. Una gioia che coincide con la nascita e con la vita, e a sua volta con la primavera le grand bal du printemps e anche con la figura del bambino, la sua semplicità e gioia che si ribella alle istituzioni, come la scuola.

Salvatore Quasimodo – è stato un poeta italiano, esponente di rilievo dell’ermetismo, ha contribuito alla traduzione di testi classici e soprattutto dei lirici greci ma anche di opere teatrali di William Shakespeare e Molière, è stato vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959.

Umberto Saba – Nel 1911 pubblicò, a proprie spese e con lo pseudonimo di Saba, il suo primo libro, Poesie, con la prefazione di Silvio Benco a cui fece seguito, nel 1912, nelle edizioni della rivista La Voce la raccolta Coi miei occhi (il mio secondo libro di versi), in seguito nota come Trieste e una donna.Risale a questo periodo l’articolo Quello che resta da fare ai poeti dove il poeta propone una poetica sincera, senza fronzoli e «orpelli» contrapponendo il modello degli Inni Sacri manzoniani a quello degli scritti dannunziani.

Rabindranath Tagore – Poeta, prosatore, drammaturgo e filosofo indiano di lingua bengalese, nacque a Calcutta nel 1861 e morì a Santi Neketan, nel Bolpur, nel 1941. Mentre Gandhi, con la disobbedienza civile, organizzò il nazionalismo indiano sino a ricacciare in mare gli inglesi, Tagore si impegnò a creare una ‘nuova India’, moderna ed indipendente; egli si proponeva di conciliare la cultura occidentale con quella orientale: era un profondo conoscitore della lingua inglese, e tradusse lui stesso le sue opere in inglese.

Giuseppe Ungaretti – L’amore per la poesia nacque durante ilòperiodo scolastico e si intensificò grazie alle amicizie che egli strinse nella città egiziana, così ricca di antiche tradizioni come di nuovi stimoli, derivanti dalla presenza di persone provenienti da tanti paesi del mondo.  In questi anni, attraverso la rivista Mercure de France, il giovane si avvicinò alla letteratura francese e, grazie all’abbonamento a La Voce, alla letteratura italiana: inizia così a leggere le opere, tra gli altri, di Rimbaud, Mallarmé, Leopardi, Nietzsche, Baudelaire, quest’ultimo grazie all’amico Moammed Sceab.

Paul Verlaine – Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo. La sua influenza sarà significativa ed i posteri accoglieranno questa arte poetica verlaineana, niente che vi è in lui pesa o posa, fatta di musicalità e della fluidità che gioca con i ritmi dispari.

Walt Whitman – E’ stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. È conosciuto per essere l’autore della raccolta poetica Foglie d’erba, pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855. Fu cantore della libertà (ma anche della sessualità e dell’omosessualità) e di un ideale visionario che pone l’uomo come momento centrale rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose. Cantò, soprattutto, l’essenza di quello che diventerà successivamente ‘il sogno americano’.

Oscar Wilde – Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto ricercata ed incline alla ricerca del bon mot, con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare l’attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione. È noto soprattutto per l’uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.

Se vi siete persi la prima parte, cliccate qui. Il vostro poeta preferito? Potete sceglierlo rispondendo al Sondaggio di Libreriamo.

28 ottobre 2014

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