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“La pace”, la poesia di Alda Merini sull’amore tormentato

Alda Merini è la traduttrice perfetta delle nostre inquietudini del cuore. La pace è un bellissimo componimento dedicato ad un amore tormentato.

L’amore spesso è tormentato. E’ una montagna russa che ci fa mancare il fiato, che ci fa emozionare ma anche soffrire. L’amore soprattutto sa prendere tante forme e questo Alda Merini ce lo ha sempre dimostrato. Lei che con le sue parole e la sua prosa, sa toccare le corde più intimo dell’animo umano. Spesso cruda, fin troppo sincera, fa spazio tra le sue crepe, riuscendo a mettere su carte le sue storie più tumultuose. La pace è una poesia che parla di una di queste, una di quelle storie che le hanno lasciato cicatrici, ma che fortunatamente le hanno permesso di scrivere capolavori.

L’amore fatto di pace e odio

Cosa è la pace? Quand’è che un amore è in pace? Forse Alda Merini non lo hai mai saputo per davvero, perché le sue storie sono sempre state tormentate, burrascose, difficili.
L’amore di cui parla in questa poesia è un amore che la tocca e nello stesso tempo – come scrive lei – “diventa tragedia”. E poi, attraverso l’immagine di un bambino, ci parla di quello che di crudele offre spesso la vita. Una vita che per quanto vogliosa di pace, ci porta sempre a fare i conti con la morte. La visione crudele della Merini è rintracciabile in ogni verso intriso di malinconia. L’amore che lei però rintraccia alla fine, quello che riesce a toccarla nonostante tutto, è un amore fatto di opposti e che, con dolcezza e sinuosità, sa farle provare odio e pace nello stesso tempo. Un amore che non accontenta la morte o il dolore. Bensì un amore che li accoglie entrambi, rimanendo dolce e amaro allo stesso tempo. Alda Merini ama così: con dolore, vicino alle bocche della morte.

La pace, la poesia

La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t’ama.

 

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