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La ricorrenza

Chi era John Keats, il poeta dell’anima che tutti celebrano oggi

Per John Keats fare poesia significava "fare anima". Ecco chi era lo scrittore e poeta inglese che raccontava la vita con amore e bellezza.

Era esattamente il 23 Febbraio del 1821 quando John Keats morì di tubercolosi a Roma a soli 25 anni. La sua tomba è oggi visitabile al cimitero acattolico della capitale e si trova in un angolo di prato verde, accanto, una panchina a lui dedicata all’ombra di un albero, permette di fermarsi un momento ed assaporare le sue parole.

Chi era John Keats, vita e curiosità

Keats nacque a Londra nel 1795 da una modesta famiglia. Studiò medicina, ma il suo amore per la poesia lo portò a lasciare la carriera medica per dedicarsi interamente alla sua passione. Riuscì a pubblicare i suoi primi lavori grazie all’amico editore Leigh Hunt e nel giro di poco tempo la scrittura in versi diventò una vocazione. Il legame sentimentale con Fanny Brawne, nato nel 1818, lo portò a scrivere meravigliose lettere d’amore definite dal poeta T.S. Eliot come “le più importanti mai scritte da un poeta inglese”. In queste lettere, infatti, si definisce chiaramente la crescita stilistica e spirituale del poeta. Purtroppo, John e Fanny non si sposarono mai a causa di diverse difficoltà, tra cui quelle finanziarie e di salute del giovane autore. Nel 1821 si trasferì a Roma per tentare di curare la tubercolosi che lo affliggeva, affidandosi ad un clima più mite.

John Keats, le poesie più belle
Le poesie dello scrittore

John Keats, le poesie più belle

L’ispirazione e le opere

Keats fece parte della seconda generazione dei compositori romantici, anche se in realtà non fu molto coinvolto nell’attività sociopolitica del tempo. Ciò che veramente aveva rapito il suo interesse erano la natura, con la sua semplice essenzialità, l’arte con la sua magnificenza e la cultura greca antica. La sua poesia, infatti, traeva ispirazione dal bello, che per lui rappresentava fonte di gioia, e dall’amore. Anche la morte purtroppo fu un argomento molto trattato da Keats che sopravvisse ai genitori e al fratello. Il 1819 è definito “annus mirabilis” per Keats perché compose numerosi poemi il cui successo le rese il poeta immortale che conosciamo oggi. Tra i componimenti più importanti ricordiamo “Ode a Psiche”, “Ode a un Usignolo”, “Ode su un’ Urna Greca” e “All’Autunno”.

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