Scuola

La scuola perde più di 1 uno studente su 5, i dati allarmanti dell’Invalsi

Sono ancora tantissimi i ragazzi e le ragazze che il nostro sistema scolastico perde ogni anno. I dati allarmanti del nuovo studio Invalsi sulla dispersione scolastica

Sono preoccupanti i dati emersi dal nuovo studio dell’Invalsi sulla “dispersione scolastica implicita“. L’indagine, firmata da Roberto Ricci, evidenzia come siano ancora tantissimi i ragazzi e le ragazze che il nostro sistema scolastico perde ogni anno. Sia quelli che non arrivano al diploma di scuola superiore sia quelli che ci arrivano con un livello di conoscenza così basso che quel titolo di studio ha un valore quasi pari a zero. Ma a preoccupare è anche l’aumentare del divario fra Nord e Sud. In Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna uno studente su tre a 18 anni, seppur in possesso di diploma, non ha le competenze minime per entrare nel mondo del lavoro.

La dispersione scolastica è in aumento

Negli ultimi anni, i giovani fra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato la scuola prima di tagliare il traguardo finale sono aumentati, attestandosi al di sopra del 14%. Superata dalla Bulgaria, in fatto a “dispersione scolastica” l’Italia è quartultima in Europa, seguita soltanto da Romania, Malta e Spagna.

Perché la dispersione scolastica è un’emergenza?

Quando la scuola perde uno studente, la sconfitta è ben più significativa di quanto si possa immaginare. Uno studente perso equivale a una persona in più a rischio di marginalità sociale, perché quando non si studia né si lavora la strada verso la criminalità è facile da percorrere, soprattutto in quei contesti svantaggiati che ancora faticano a trovare una via d’uscita. Pensiamo ai quartieri difficili delle grandi città italiane, ma anche ai piccoli paesi dove la mancanza di opportunità fa precipitare tanti ragazzi nel baratro dell’inattività.

Cosa vuol dire “dispersione scolastica implicita”?

Oltre agli studenti che la scuola perde durante il percorso, ci sono anche quelli che alla fine della scuola ci arrivano, ma senza la reale possibilità di conquistarsi un posto nel mondo del lavoro. A far luce sul fenomeno della “dispersione scolastica implicita” ci ha pensato l’Invalsi, che, a partire dai dati rilevati, racconta un universo di studenti “analfabeti”, che escono dalle scuole superiori con un livello di preparazione pari a quello di un ragazzino di terza media o al massimo di seconda superiore.

Il divario fra Nord e Sud

Il fenomeno mette in evidenza anche l’accentuarsi del divario fra Nord e Sud, dove la spaccatura si fa sempre più netta. Se nelle scuole del Nord “la dispersione scolastica implicita” non supera il 3-4 per cento, in regioni come Calabria, Sicilia e Sardegna i numeri raddoppiano. Se a questi studenti, si aggiungono quelli che abbandonano il percorso di studio prima del raggiungimento del diploma, il risultato è allarmante: 22,1 per cento, più di un giovane su 5. In Italia, solo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento riescono ad aggirarsi intorno al dieci per cento di giovani che abbandonano la scuola in anticipo, mentre le altre regioni del Centro-Nord sono fra il 15 e il 20 e al Sud si supera il 25% con punte ben oltre il 30 in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

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