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La storia d'amore

Edward Hopper e Josephine Nivison. Un amore controverso

Edward Hopper è uno degli artisti più influenti del XX secolo e nel 1924 sposa l’artista Josephine Nivison con cui vivrà un amore difficile

Oggi ricorre l’anniversario del grande artista americano Edward Hopper, nato a Nyack, New York il 22 luglio del 1882 e morto a Manhattan il 15 maggio del 1967. Hopper fu uno dei più grandi pittori del XX secolo, esponente del realismo americano famoso soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nell’American way contemporanea. La sua grandezza artistica, però, non si riflette completamente in quella personale. A darcene conferma è la storia d’amore complessa con l’artista Josephine Nivison, raccontata nel libro di Gail Levin, “Edward Hopper. Biografia intima”.

Il rapporto iniziale tra Edward Hopper e Josephine Nivison

I due artisti si conoscono da anni, dai tempi degli studi d’arte compiuti alla rinomata New York School of Art. la loro frequentazione però inizia molto più avanti, nel 1923 dopo una vacanza a Gloucester. Questo è il periodo più florido per la fama artistica di Josephine, una donna coraggiosa e intraprendente la cui carriera artistica era da poco decollata ma già brillava intensamente. L’anno precedente i suoi dipinti vennero esposti alla New Gallery accanto a quelli di Modigliani, Picasso e Magritte. I due stingono un forte legame di amicizia e collaborazione artistica che sfocerà poi in un sentimento più profondo.

Perché i dipinti di Edward Hopper ci fanno sentire meno soli

Perché i dipinti di Edward Hopper ci fanno sentire meno soli

Bulliet, un critico d’arte di Chicago, in un articolo definì Edward Hopper il “poeta di solitudini appena abbandonate”

 

L’arte come bene comune

All’epoca Hopper non godeva ancora della prestigiosa fama che lo renderà uno degli artisti chiave del Novecento, dipingeva architetture e vendeva illustrazioni e caricature. Josephine, invece, stava cavalcando l’onda della fama e in questo fu cruciale per la carriera del marito. Le giornate passavano immerse nell’arte, tra pitture en plein air e poesie. Josephine ebbe la lungimiranza di impartire consigli tecnici al marito, convincendolo ad utilizzare gli acquerelli. Questa idea sarà la chiave di volta per la carriera artistica di Hopper, ma anche la condanna per quella della stessa Josephine. Quando lei venne invitata a partecipare alla mostra organizzata dal Brooklyn Museum suggerì di invitare anche Edward, il cui successo fu talmente grande che il museo mise Josephine da parte.

Il matrimonio

Josephine ed Edward si sposarono nel 1924, dopo il successo di Hopper alla mostra del Brooklyn Museum. Da subito però il rapporto cambia drasticamente. Quella mostra fatidica diede inizio ad un meccanismo inarrestabile di distruzione della figura professionale, e non solo, di Josephine. Hopper non perde l’occasione di sminuire l’opera della moglie e si rivela un marito oppressivo e limitante. La stessa Josephine dichiarerà di aver smarrito la propria identità artistica e personale per assecondare il marito. La gelosia di Edward le impedì di guidare, nuotare e uscire. Non ebbero figli e Josephine riversò il suo affetto nei confronti dell’amato gatto Arthur che, causa di ulteriori gelosie, venne rinchiuso in uno studio a parte. Nonostante ciò, non si separarono.

 

Photo Credit: Louise Dahl-Wolfe, Staley-Wise Gallery

Alice Turiani

 

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