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Halloween

Perché la zucca è il simbolo di Halloween. Viaggio nel folklore italiano

Dalla Sardegna alle pianure emiliane, fino alla Calabria, quello che ci aspetta è un viaggio nel folklore del nostro Paese per scoprire l'antica tradizione della zucca intagliata

La zucca è il simbolo della notte di Halloween. Viene svuotata e intagliata, lavorata fino a quando non assume un’espressione mostruosa. Al suo interno si pone un lumino e il gioco è fatto. La tradizione della zucca intagliata è solitamente ricondotta all’antica leggenda irlandese di Jack o’ Lantern, ma in realtà sono molte le tradizioni popolari che annoverano l’uso della zucca. Dalla Sardegna alle pianure emiliane, fino alla Calabria, quello che ci aspetta è un viaggio nel folklore del nostro Paese. Un folklore fatto di tante anime e tante facce, la cui ricchezza eterogenea rischia di essere cancellata per sempre dal processo di globalizzazione e merita invece di essere riscoperta e preservata.

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La notte di Sant’Andria, Sardegna

La Notte di Sant’Andria è una festa popolare di antiche tradizioni pagane legata all’antico culto di Bacco, Dio del vino, chiamato in sardo Sant’Andria. Un rito che ricorda la festa di Halloween, le cui radici affondano invece nella tradizione dell’isola. Il 30 novembre di ogni anno come da tradizione tramandata di padre in figlio, i giovani del paese si procurano le zucche che, una volta svuotate dei semi e rese il più sottili possibile, vengono intagliate in modo tale da assumere sembianze di un volto umano. Una candela posta all’interno illumina la zucca. Al tramonto i giovani con la zucca appesa al collo iniziano ad aggirarsi fra le stradine del paese e bussano alle porte delle case. Percuotendo coperchi di pentole e mestoli, i bambini recitano una filastrocca – “Sant’Andria muzza li mani!” (Sant’Andrea mozza le mani) – ricevendo in cambio dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e soldi.

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Gioco del Zozzo, Toscana

Fino a pochi anni fa esisteva in Toscana la tradizione del gioco dello zozzo. La zucca intagliata e illuminata veniva posta fuori casa, nell’orto o in giardino, ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto. Per far sembrare che fosse vestita, alla zucca venivano applicati degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo, l’ortaggio assumeva quasi le sembianze di un mostro, spaventando i passanti.

L’anime de le morte, Abruzzo

A Serramonacesca, un paese in provincia di Pescara, esiste da secoli un rito ricorrente ogni anno. Da fine ottobre a inizio novembre i bambini girano per le case con tanto di zucche intagliate e, quando bussano alle porte, da rito dicono “L’anime de le morte” (le anime dei morti) ricevendo in cambio monete, frutta secca e caramelle.

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Coccalu di muorto, Calabria

A Serra San Bruno in Calabria si trova invece la tradizione del “coccalu di muortu” (il teschio di morto). La zucca prima viene intagliata secondo le sembianze di un teschio, poi i bambini la portano con sé in giro mentre vanno di casa in casa e chiedono alle persone che incontrano: “Mi lu pagati lu coccalu?” (Me lo pagate il teschio?).

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La lumera, Nord Italia

Le zucche intagliate e illuminate al loro interno da una candela si ritrovano un po’ in tutto il nord Italia: in Liguria, in Friuli, in Emilia e in Lombardia. In Liguria essa è fortemente radicata nella zona di Riomaggiore, una delle Cinque Terre. In Emilia conosciuta è la “lumera”, una zucca che veniva messa vicino al cimitero o alla chiesa, oppure nei luoghi bui. Un ricordo dei morti? O forse un aiuto per gli spiriti in cerca della strada di casa. 

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