poesie d'autore

“Prospettiva”, la poesia di Wislawa Szymborska sul destino e l’amore

Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura nel 1996, nella poesia "Prospettiva" racconta un incontro amoroso amaro e condannato ad un destino ostile.
"Prospettiva", la poesia di Wislawa Szymborska sul destino e l’amore

Wislawa Szymborska, è stata una poetessa polacca, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1996. La caratteristica della sua poesia sta nella grande sensibilità verso le piccole cose di ogni giorno. Spesso anche con ironia, riesce a toccare temi universali e profondissimi. Amava profondamente la natura degli incontri semplici, segnati dal destino, inaspettati e spesso non raccontati. “Prospettiva” è una poesia che parla di questo: una prospettiva diversa sul destino che segna la vita di due persone.

La fugacità degli incontri

È diversa la prospettiva di chi, da lontano, guarda due persone segnate da un destino amaro. Un destino che le fa sfiorare ma non toccare, che le fa vedere ma non guardare. Un destino fatto di secondi e non di veri incontri. La scena descritta rappresenta due completi estranei che, con il solo sguardo veloce, fugace, si sono incontrati e forse trovati. Il resto del mondo scorre, la gente si muove, ma Wislawa Szymborska descrive tutto come un fermo immagine (“lei diretta al negozio, lui alla sua auto”).

Il momento è breve, inaspettato. Loro sono “smarriti, distratti o immemori” e non si rendono conto del breve fulmineo lampo che li ha colpiti. Come se l’amore li accecasse, come se i loro destini si fossero presi per mano. La poetessa ha lo sguardo esterno, di chi vede due vite incrociarsi e perdersi subito. Questi sono gli incontri, spesso. Questo è il destino amaro di chi dovrebbe fermarsi ed afferrarsi, e non distrarsi e andarsene. Visto da fuori, questo tempismo mancato, è triste. E nulla, assolutamente nulla, sembra essere accaduto.

Prospettiva, la poesia

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D’altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.

Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall’alto
Sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.

 

Stella Grillo

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