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Poesia sull'autismo

“Io sono originale”, la toccante poesia di un bambino autistico

“Io sono originale”. Scrive così Benjamin, bambino di 10 anni autistico. Una poesia toccante che ha fatto il giro del mondo.

Ha fatto il giro del mondo la poesia scritta da Benjamin, bambino autistico che ha saputo tradurre in parole le sue emozioni e i suoi pensieri, spesso, difficili da codificare. Capire un autistico, infatti, può risultare complesso a volte. La poesia del bambino di 10 anni è diventata virale sui sociale e oggi, 2 aprile, per la giornata mondiale dedicata alla sindrome di Asperger, la condividiamo. 

 

Trovare un posto nel mondo 

Cosa significa essere un bambino autistico? È possibile comprendere il mondo delle persone con questa sindrome? Spesso sono degli emarginati, troppo complessi, troppo difficili da gestire. Genialoidi, nerd, asociali e chi più ne ha più ne metta. Le etichette sono sempre fin troppe. Tutto cambia quando la National Autism Association, un’associazione di genitori di bambini americani con autismo, ha pubblicato la poesia di Benjamin, 10 anni.  Una poesia che ci fa addentrare nella piccola – ma grandissima- testa del piccolo. “Io sono originale”, scrive. “Piango quando la gente ride, tocco le stelle, viaggio nello spazio… sono strano”, scrive ancora. Perché la realtà che può vivere un bambino autistico, è una realtà accentuata, sfalsata, enigmatica. Istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la giornata mondiale dell’autismo, è una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa sindrome. Perché i bambini, gli adulti autistici, sono persone. Sono persone che, come scrive Benjamin, sono “originali” e hanno bisogno di trovare “un loro posto”. Leggendo questa poesia dovremmo capire quanto chiunque, soprattutto le persone più in difficoltà, dovrebbero essere aiutate ad integrarsi. Un mondo fatto di parità significa anche questo: trovare lo spazio giusto a chi, nella diversità, sa essere speciale. 

 

La poesia 

Sono curioso, io sono originale.

Mi chiedo se lo sei anche tu.

Sento voci nell’aria.

Vedo che tu non le senti e questo non è giusto.

Non voglio sentirmi triste.

Sono strano, io sono originale.

Mi comporto come se lo fossi anche tu.

Mi sento come un bambino nello spazio.

Tocco le stelle e non mi sento al mio posto.

Mi preoccupo di quello che pensano gli altri.

Io piango quando la gente ride, mi fa sentire piccolo.

Sono strano, io sono originale.

Ora capisco che lo sei anche tu.

Dico ‘Mi sento come un naufrago’.

Sogno di un giorno in cui sarà tutto ok.

Cerco di trovare il mio posto.

Spero che un giorno ci riuscirò.

Sono strano, io sono originale.”

 

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