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È finita la notte, la poesia di Tagore sul destino

I versi di Rabindranath Tagore tratti da "È finita la notte" comunicano un senso di legame universale tra coloro che sono destinati a percorrere gli stessi sentieri.

I versi di  Rabindranath Tagore tratti da È finita la notte, così vibranti e suggestivi, comunicano un senso di legame universale tra coloro che sono destinati a percorrere gli stessi sentieri.

È finita la notte

È finita la notte
Spegni la lampada fumante
nell’angolo della stanza.
Sul cielo d’oriente
è fiorita la luce dell’universo:
è un giorno lieto.
Sono destinati a conoscersi
tutti coloro che cammineranno
per strade simili.

La forza del destino

In questa poesia, l’autore si rivolge all’interlocutore/protagonista, avvisandolo della fine della notte, metafora di qualcosa che finisce e dell’arrivo di una novità. Qualcosa di nuovo che arriva all’inizio di un nuovo giorno, definito “lieto”. Con il nuovo giorno comincia anche un nuovo cammino, durante il quale sono destinati a conoscersi “coloro che cammineranno su strade simili”. 

La ricerca dell’armonia

Nelle sue liriche, come nella sua vita, Rabindranath Tagore espresse la propria passione e la sua convinta ricerca dell’armonia e della bellezza nonostante le difficoltà. Per “la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, Rabindranath Tagore riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell’ovest”, nel 1913 Rabindranath Tagore venne insignito del premio Nobel per la Letteratura

 

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