“Juno”, il film sulla maternità e sull’adozione

"Juno" è il film che sa parlare in modo leggero ma comunque diretto di tematiche molto attuali, come la maternità, l'adozione e la crescita

MILANO – Non tutti i film riescono nell’intento di trattare tematiche importanti e profonde senza scadere nel pesante e nel drammatico: Juno, diretto da Jason Raitman nel 2007, raggiunge questo obiettivo, affrontando il tema della maternità, dell’adozione e dello scontro generazione in un modo assolutamente scanzonato e senza peli sulla lingua, avvicinandosi al linguaggio dei giovani, ma che non stanza anche il pubblico di adulti, anzi.
È andato ieri in onda in prima visione su Canale 5, interpretato da una giovanissima Ellen Page che già dà prova delle sue capacità e da Jennifer Garden.

No, sentite io vado ancora al liceo, non sono pronta per fare la madre

La riflessione sulla maternità

Jason Raitman racconta la storia di Juno, una teenager come tante altre diretta, spontanea, con i soliti problemi che hanno i ragazzi della sua età. Dopo aver fatto sesso per la prima volta rimane incinta: Juno deve decidere se tenere il bambino o no. Juno non si sente pronta di essere madre e non desidera avere il bambino, così opta per l’aborto, all’ultimo si rende conto che non è ciò che desidera. Prende in considerazione l’idea di dare in adozione il bambino, subito dopo aver partorito, ma vuole selezionare lei i futuri genitori. La vicenda, all’inizio, risulta semplice e facile da gestire, ma a poco a poco si rivela tutto il contrario, affiorando i vari problemi relativi alla crescita di Juno e alla maternità. La maternità viene trattata in modo molto delicato: non si esprime alcun giudizio sulle scelte di Juno, non si glorifica la maternità tra i giovani e nemmeno si condanna. Il mondo di Juno è un mondo stereotipato e non realistico: le stagioni si alternano in modo perfetto, i personaggi sembrano usciti da un fumetto e anche la protagonista quando scopre di essere incinta cerca di suicidarsi con della liquirizia, ma la tematica della maternità e in seguito dell’adozione è molto realistica, non nascondendo le varie problematiche. La maternità non è biologica, si evince dal film: Juno non si sente madre e non vuole esserlo, ma preferisce concedere questo ruolo a una donna con un forte desiderio di avere figli, che sicuramente sarà molto più adatta di lei. L’essere mamma è un concetto molto più ampio rispetto al “semplice” atto di partorire: è un concetto di amore.

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