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Giornata della lingua madre

Giornata della lingua madre, perché dobbiamo essere orgogliosi della lingua italiana

Abbiamo intervistato il Presidente dell'Accademia della Crusca Claudio Marazzini per farci raccontare l'importanza che la lingua italiana ha avuto e ancora ha per la nostra Nazione

La Giornata internazionale della Lingua Madre fu proclamata dalla Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) nel novembre del 1999. Dal 2000 essa viene celebrata ogni anno per promuovere la diversità linguistica e culturale ed il poliglottismo.

Perché si celebra la Giornata della lingua madre

Il 21 febbraio è stato scelto per ricordare l’uccisione nel 1952 di diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca, massacrati brutalmente dalle forze di polizia del Pakistan, che allora comprendeva anche il Bangladesh, mentre protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale. Dal 2000 quindi la bella e significativa giornata della Lingua madre vuole ricordare al mondo intero che “la lingua madre non può essere cancellata e sostituita da nessuna altra lingua, perché è parte della vita di ogni individuo, la lingua del cuore, degli affetti e delle emozioni”.

L’importanza della lingua madre

Le lingue madri, in un approccio multilinguistico, sono fattori essenziali per conservare l’identità di una comunità e tramandare il patrimonio culturale. Quando invece le lingue svaniscono si frantuma il variopinto puzzle di diversità culturale del mondo. E anche la memoria, le tradizioni, i modi di pensare, di essere e di poter essere sono persi per sempre. E’ veramente preoccupante pensare che il 43% delle circa 6000 lingue parlate nel mondo sono in pericolo. Solo poche lingue sono universalmente accettate e riconosciute nei sistemi educativi. Nel mondo digitale sono circa un centinaio le lingue utilizzate.

Favorire realmente la comunicazione internazionale e il progresso internazionale significa poter dare accesso alle informazioni ANCHE nelle altre lingue, non solo in quella in inglese. A livello globale il 40% della popolazione non ha accesso all’istruzione in una lingua che parla o comprende. E ogni due settimane una lingua scompare trascinando con sé un intero patrimonio culturale.

Si tratta di dati veramente allarmanti se consideriamo che le società multilingue e multiculturali esistono e sopravvivono in gran parte grazie alle loro lingue che conservano e trasmettono conoscenze, cultura, usanze e tradizioni. Ogni lingua è quindi eredità di affetti, il solo e unico specchio che ci dà nitidamente la nostra immagine, quel gioiello prezioso che conserviamo gelosamente. La lingua può davvero marginalizzare o favorire la partecipazione all’interno della comunità e della scuola, la lingua può davvero determina la vita o la morte sociale di una persona.

Giornata della lingua madre, perché dobbiamo essere orgogliosi della lingua italiana

In occasione della Giornata della Lingua Madre, abbiamo intervistato il Presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini per farci raccontare l’unicità e l’importanza che la lingua italiana ha avuto e ancora ha per la nostra Nazione.

Perché gli italiani devono essere orgogliosi della propria lingua?

Tutti i popoli devono essere orgogliosi della propria lingua, a maggior ragione gli italiani, la cui lingua è lo specchio di una tradizione culturale antica. La lingua madre di una Nazione è come la mamma per un figlio: ognuno deve amarla e non può sostituirla con un’altra in maniera artificiosa.

Cosa rende unica la nostra lingua?

Una caratteristica molto speciale della nostra lingua è quella di aver creato un’unità ancor prima dell’esistenza di uno Stato, mentre solitamente una lingua tende a formarsi dopo la creazione di uno Stato politico. Gli italiani hanno avuto un’identità molto forte, raggiungendo in primis la classe dirigente dalla Sicilia fino alle Alpi già molti secoli prima che ci fosse uno Stato politico. Proprio per questo, la nostra è una lingua che ha fatto delle conquiste di pace: tra tutti i paesi europei, siamo quelli con una tradizione coloniale minore rispetto ad esempio a francesi ed inglesi, sintomo di una forte identità culturale interna.

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Qual è lo stato di salute della nostra lingua?

Una lingua con una tradizione così non può che stare bene, mentre sono gli italiani a non stare benissimo: e recenti ricerche e studi internazionali non ci vedono ai primi posti, esiste un deficit nonostante esportiamo eccellenze a grandissimo livello, abbiamo difficoltà a formare un cittadino italiano medio sufficientemente acculturato. Più si guardano modelli stranieri e si importano nella nostra lingua, peggio andranno le cose.

Abbiamo già parlato della capacità che ha avuto la lingua italiana di unire un popolo ancor prima della sua costituzione politica: quanto è importante che questa unità si ritrovi ancora oggi nella società italiana?

E’ vero che le tendenze disgregative, o federative, sono molto forti oggi. Queste fortunatamente non passano oggi da rivendicazioni di privilegio di un dialetto o di una parlata locale. Nessuno fa “la guerra” alla lingua. In altri posti, come in Spagna, il separatismo passa anche dalle rivendicazioni dei catalani legate anche alla lingua, diventando poi politiche. Questo per fortuna non sta avvenendo in Italia, segnale che la nostra lingua è ancora un elemento che accomuna e non divide.

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