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Penguincubator, il primo distributore automatico di libri della storia

Andiamo alla scoperta del primo distributore automatico di libri della storia: Il Penguincubator
Penguincubator, distributore automatico di libri

MILANO – Negli ultimi giorni vi abbiamo parlato delle diverse iniziative che portano i libri in strada, grazie a distributori automatici che vendono libri, al posto di bibite, snack e addirittura sigarette. Molti possono pensare che che questi distributori speciali si siano diffusi solo nell’ultimo periodo, ma l’origine delle “vending machine” ha origini lontane, parliamo addirittura del 1822. Scopriamo insieme la storia di questi “distributori di lettura” che stanno conquistando sempre più città. Il Penguincubator, realizzato dalla Penguin, fu uno dei primi. Scopriamo la sua storia grazie all’Huffington Post.

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IL PRIMO DISTRIBUTORE DI LIBRI – Un primo distributore di libri molto artigianale fu costruito da Richard Carlile in Inghilterra nel 1822. Carlile era un libraio che voleva vendere opere sediziosi come “Age of Reason” di Paine, senza avere problemi. La sua risposta a questa problematica fu una macchina self -service che ha permesso ai lettori di acquistare libri discussi o passibili di censura, senza mai che Carlile entrasse in contatto con i clienti. Bastava inserire del denaro all’interno della macchina e si poteva acquistare il libro selezionato. Nei nuovi distributori di libri il meccanismo è rimasto lo stesso, sono cambiati solo i libri.

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PENGUININCUBATOR – Il primo vero e proprio distributore di libri fu, però,  il Penguincubator, che apparve a Londra nel 1937. Fu ideato da Allen Lane, il fondatore della Penguin Books. La casa editrice Penguin si è impegnata nella divulgazione di libri tascabili di qualità ad un presso accessibile per tutti per promuovere e favorire la diffusione della cultura presso sempre una più larga parte di popolazione. Ma sir Lane non si fermò qui e inventò anche il Penguincubator. Per ogni libro chiedeva la stessa quantità di denaro che per un pacchetto di sigarette. La sua intenzione era quella di vendere dei libri in luoghi non convenzionali come stazioni, biblioteche e strade. Il sito della Penguin riporta la storia delle origini di questo speciale distributore.

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I SEGRETI DEL SUCCESSO – Il successo di questa iniziativa è dovuta soprattutto al coraggio di Lane perché al tempo era tanta la timidezza degli editori in questo settore. Il suo coraggio, per altro, si poteva già ravvisare nella scelta di pubblicare L’Ulisse di Joyce, nonostante la paura dei contemporanei per il suo contenuto. All’interno del Penguincubator era possibile ravvisare dei vantaggi convergenti tra le diverse parti in gioco. Prima di tutto offriva libri a un prezzo accessibile e univa ad essi una distribuzione non convenzionale per “catturare” potenziali lettori che non hanno il tempo di frequentare libri e biblioteche. In un mondo sempre più rapido, in cui tutto sembra sfuggevole, i distributori automatici di libri sembrano aver trovato il loro terreno fertile. 

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UN PO’ DI STORIA –  La storia di Lane e sui motivi per cui abbia inventato il Penguincubator è senza dubbio divertente ed è possibile leggerla sul sito ufficiale della casa editrice. “Dopo un fine settimana in cui era andato a trovare Agatha Christie nel Devon, Lane si trovò su una piattaforma alla stazione di Exeter in cerca di qualcosa da leggere durante il suo viaggio di ritorno a Londra, ma, una volta recatosi in edicola, si accorse che esse avevano a disposizione solo riviste e ristampe dei romanzi vittoriani popolari. Sconvolto dalla poca offerta di libri a disposizione, Lane, decise che era necessario mettere a disposizione di tutti più libri, da qui lil Penguincubator.” Quel primo distributore aprì la strada a tutti gli altri, un modo originale per diffondere la lettura e la cultura in tutte le zone della città. 

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