Le storie di paura

Halloween, le storie di paura più amate dai bambini

Halloween è un'occasione per raccontarsi storie di paura e di brividi, tanto amate dai bambini. Ecco le storie di paura più amate dai bambini
Halloween, le storie di paura più amate dai bambini

È la notte di Halloween e come tramandano le tradizioni è la notte degli spiriti e delle storie di paura. Anche se non appartiene propriamente alla nostra cultura, Halloween viene festeggiata e amata dai bambini, che in quest’occasione si travestono da spettri, streghe e mostri spaventosi. Durante le festicciole organizzate dai genitori per far divertire i figli, oltre al solito dolcetto o scherzetto?, ci si riunisce intorno a una lampada o una torcia elettrica e si ascoltano le storie di paura più famose. Ecco le storie di paura più amate dai bambini. 

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 Jack O’Lantern e la zucca di Halloween

C’era una volta un fannullone e scommettitore dal brutto caratteraccio, dedito all’alcol, chiamato Stingy Jack. La sera di Halloween, dopo essersi ubriacato, Stingy Jack si ritrovò di fronte il Demonio intenzionato ad impossessarsi della sua anima. Jack chiese al Diavolo che gli venisse concesso di bere un ultimo bicchierino. Ottenuto il permesso, si lamentò del fatto che non aveva nemmeno un soldo per pagare la consumazione, così pregò il Demonio di trasformarsi in una moneta da 6 pence.

Avvenuta la mutazione, Jack afferrò la moneta e la mise nel suo portafoglio, avente la caratteristica di una croce ricamata sopra. Imprigionato irrimediabilmente, per riottenere la libertà, il Diavolo accettò il patto proposto da Jack, che consisteva nel posticipare di un anno la sua morte.

La vigilia di Ognissanti seguente, il Diavolo si ripresentò per ottenere l’anima dell’uomo. Questa volta Jack gli propose una scommessa: non sarebbe più riuscito a scendere da un albero. Il Diavolo sorrise ed accettò, salendo su un albero lì vicino. Fu allora che Jack incise sulla corteccia una croce, che impediva al Diavolo di saltare giù.

Con la vittoria in pugno, Jack propose al Diavolo un patto: egli avrebbe cancellato la croce, se lui si fosse impegnato a non tentarlo più. Dopo circa un anno, Jack morì. Al suo bussare alle porte del Paradiso venne risposto che non sarebbe potuto entrare perché aveva condotto una vita dissoluta piena di peccati. Giunto all’Inferno, anche il Diavolo gli negò il permesso di entrare, perché ancora offeso per come era stato preso in giro. Il Diavolo regalò a Jack un tizzone per farsi luce nel limbo oscuro. Jack si ingegnò per far durare più a lungo quella luce e la ripose in una rapa svuotata, ricavandone così una lanterna. Da allora Jack fu soprannominato Jack O’Lantern.

Questa storia è tratta dalla leggenda Jack The Pumpkin King, da cui è stato tratto anche il film d’animazione Nightmare Before Christmas.

Il mostro di Loch Ness

 “Quel martedì pomeriggio sembrava non finire mai. Improvvisamente la campanella suonò e gli studenti si riversarono in strada. Jane e Susy, al primo bivio, svoltarono verso il lago Ness e presero a camminare lungo un sentiero che si snodava tra rovi e cespugli spinosi.

– Andiamo Jane. Ricordati che dobbiamo essere di ritorno prima che faccia buio.

Attraversarono  un boschetto di abeti nani al di là del quale si apriva il lago. La spiaggetta che lo delimitava era fangosa.  Susy e Jane affondarono le scarpe nella melma grigiastra. Il cielo color antracite incuteva paura. Le ragazze camminarono fino a una rupe che si specchiava sulla superficie del lago. 

Sediamoci qui – propose Susy, indicando uno sperone roccioso facilmente raggiungibile. I l lago era tranquillo. L’acqua era lievemente increspata dalla brezza serale.

Non c’è nessuno là sotto, è stato un sogno, devi convincerti, Jane – disse Susy accalorandosi.

Ma l’amica tremava, era spaventata! D’un tratto qualcosa parve agitarsi alle loro spalle. Un’ombra si levò dal lago.

Jane e Susy si volsero come attratte irresistibilmente da qualcosa. Il lago era nero come la pece. Poi, nel mezzo, si formò una gigantesca bolla. Un ruggito terrificante seguì a quella visione e due occhi rosso vivo s’illuminarono sulla superficie del lago. Poi apparve un corpo spaventoso,  simile ad un dinosauro fornito di tentacoli: un mostro disgustoso gigantesco,  metà rettile e metà piovra. Susy e Jane non riuscivano a muoversi: sembravano di marmo. Furono ritrovate verso sera in quello stesso punto, sane e salve, ma non ricordavano più niente di quel pomeriggio sul lago di Ness.”

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Il cavaliere senza testa 

 

 In una fredda notte d’inverno, un uomo d’origine olandese stava camminando per la strada che dalla taverna conduceva verso casa sua. Il percorso costeggiava a un certo punto il cimitero di Sleepy Hollow, dove la leggenda raccontava che era sepolto un soldato tedesco senza testa che aveva combattuto, da mercenario al soldo degli inglesi, contro i rivoluzionari americani. La strada verso casa era lunga e, nonostante il clima si fosse un po’ riscaldato nei giorni precedenti, per terra rimaneva ancora un po’ di neve. L’olandese quindi pensò di attraversare il cimitero per accorciare la strada, anche se la cosa gli metteva un po’ i brividi. C’era buio pesto e l’unica luce veniva dalla sua lanterna.
Mentre la paura continuava a pervaderlo, vide lontano una luce. Avvicinandosi, si rese però conto che proveniva da una tomba senza nome, da cui dopo poco emerse un fuoco che si trasformò rapidamente in una figura. Era il cavallo con sopra un cavaliere senza testa di cui aveva sentito parlare tante volte alla taverna.
L’olandese cacciò un urlo terribile e si mise subito a scappare, incespicando nella neve. Sentiva il galoppo del cavallo alle sue spalle, ma mantenne la lucidità necessaria a cercare un ponte, perché le leggende dicevano che gli spiriti avevano timore di passare sopra all’acqua. Lo raggiunse e lo superò, quasi rotolando nel fango, prima di riuscire a dare una seconda occhiata al cavaliere, che indossava un’uniforme militare.
L’olandese rimase nascosto per un’ora nei cespugli, ma nulla accadde. Alla fine si fece coraggio e uscì, avviandosi velocemente verso casa tramite la strada più lunga. Giunto a destinazione, raccontò tutto alla moglie e nel giro di qualche giorno la vallata conobbe quello che era accaduto. C’era chi sosteneva che il fantasma si fosse sollevato per cercare la sua testa, persa in battaglia, e chi invece diceva che ritornasse per combattere per la conquista di Chatterton Hill. Ma da allora nessuno osò più avventurarsi di notte nel cimitero di Sleepy Hollow.

 

 

 

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