La citazione del giorno

“Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami” di Dino Buzzati

La frase del giorno è tratta “Un amore” di Dino Buzzati, romanzo in forma di monologo interiore, pubblicato da Mondadori nel 1963
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata “Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami” di Dino Buzzati, del quale oggi ricordiamo la scomparsa, avvenuta il 28 gennaio 1972.

La colonna sonora di oggi è “Amore impossibile” dei Tiromancino

Dino Buzzati, il “Kafka italiano”

Dino Buzzati, all’anagrafe Dino Buzzati Traverso, è tra gli scrittori italiani più prolifici e importanti del XX secolo. Cronista e inviato speciale per il Corriere della Sera fin dagli anni universitari, fu anche pittore, drammaturgo, scenografo, costumista e poeta. Vinse il Premio Strega nel 1958, con la raccolta “Sessanta Racconti”, selezione dei migliori racconti pubblicati nelle tre precedenti raccolte “I sette messaggeri” del 1942, “Paura alla Sacala” del 1949 e “Il crollo della Baliverna” del 1954.

Con una scrittura nitida, ricca di allegorie e metafore e grazie alle trame surreali, Buzzati si è guadagnato il nome di Kafka italiano ed è stato tra i critici più caustici della morale borghese e delle etichette. Il suo romanzo “Il deserto dei Tartari” è considerato l’esempio più alto della narrativa esistenzialista italiana.

Nonostante la sua facilità di scrittura e la sua fantasia romanzesca senza precedenti, Buzzati ha più volte detto di essere stato vittima di un enorme equivoco: “Sono un pittore il quale per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture non le «può» prendere sul serio”. In ogni caso per lui non c’era alcuna differenza tra dipingere e scrivere, perché entrambe le attività avevano per lui lo stesso scopo: raccontare storie.

Un amore

Antonio Dorigo è un architetto di quarantanove anni molto affermato. Incapace di instaurare relazioni affettive con le donne, che vede come esseri stranieri, ha l’abitudine di frequentare la casa di appuntamenti della signora Ermellina, un’emiliana cordiale e di bella presenza. Una mattina la donna propone a Dorigo un appuntamento con una giovane ballerina della Scala, ancora minorenne. Laide strega l’architetto, che dal primo incontro si dichiara innamorato, per la prima volta in vita sua, ma la ragazza non ne vuole sapere. Diventa, però, dopo un po’ di incontri la sua mantenuta, pur continuando a condurre la sua vita di sempre e a lamentarsi della gelosia del suo Antonio.

In una Milano frenetica, grigia e nebbiosa, simbolo della decadenza di ogni tempo, Dorigo sarà costretto ad accettare la realtà, a rendersi conto che l’amore per Laide è solo un’illusione, con la quale ha riempito i suoi giorni vuoti e ha contrastato la sua paura della morte. Racconto sull’indebolimento morale sempre più evidente e sulle inquietudini dell’uomo del tempo, “Un amore” è al tempo stesso parabola di un impulso sincero, viscerale e limpido, un esempio di bellezza “contaminata”, come è ogni sentimento amoroso.

 

Per amare bisogna capire

La citazione di oggi “Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami” potrebbe essere interpretata in molti modi. Per poter amare, bisogna essere disposti ad abbandonare la propria confort zone, bisogna aprirsi alla vita, anche a rischio di restare scottati, come accade a Dorigo. Oppure per amare è necessario prima far spazio nella propria vita e nella gestione della propria quotidianità, per lasciar posto al proprio amato o la propria amata. Ma potremmo dire anche che per amare bisogna essere disposti a capire l’altro, ad abbandonare le sicurezze che ci siamo costruiti per restare in piedi, a rinnegare ciò che siamo per poter incontrare l’altro nella sua alterità e diversità, a salpare dal porto franco della nostra solitudine per mostrarci davvero per ciò che siamo: uomini o donne imperfetti, fragili e spaventati, esseri alla costante ricerca di essere amati.

Poema a fumetti

Nel 1969 Dino Buzzati pubblica la prima graphic novel italiana “Poema a Fumetti”. Le 208 tavole a colori suscitano grande scalpore, a causa dell’erotismo delle sue figure, tanto che il libro risulta irreperibile per diversi anni. Rilettura moderna del mito di Orfeo ed Euridice, la storia affronta temi cari allo scrittore, quali il dialogo tra vita e morte, ed è un omaggio ai suoi artisti preferiti, alle sue fonti di ispirazione, ai ricordi infantili e ai suoi interessi da adulto.
Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore.” Con queste parole Buzzati commenta l’uscita del libro, anche se ha più volte raccontato che Poema a fumetti era un omaggio per sua moglie Almerina, e che avrebbe dovuto essere divulgato solo dopo la sua morte, non essendo adatto al tempo e ai suoi contemporanei dell’epoca.

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