Libri

9 Gennaio 2020

Nell’ e-book, dal titolo “La parità tra uomini e donne: una questione ancora irrisolta, Il problema non riguarda solo le donne, ma tutta la società” (Amazon Publishing, 2016), Noemi Di Gioia analizza le cause della persistenza del gender gap, nonostante che le donne abbiano raggiunto un livello di istruzione maggiore degli uomini e contribuiscano sempre di più anche economicamente al benessere della famiglia. Oltre che nelle criticità del sistema, i motivi vanno ricercati secondo l’autrice soprattutto in ambito socio-culturale, per cui è necessaria una riflessione approfondita sui modelli culturali, che sottintendono i nostri comportamenti, per avviare, a partire dalle scuole, Read more...

9 Gennaio 2020

L'altro capo del filo è l'ultima fatica letteraria di Camilleri, il 25esimo libro sul commissario Montalbano. Basterebbe la recensione dell'esimio professore Salvatore Silvano Nigro, diciamo il recensore per eccellenza dei risvolti di copertina di tutti i i romanzi con Montalbano per racchiudere ogni commento, ma come sottrarsi all'urgenza di esprimere la propria impressione? In questo ultimo romanzo la storia architettata dallo scrittore si biforca in due direzioni: i migranti che approdano sulle coste siciliane con tutto il loro carico di sofferenze e privazioni e il delitto di Elena, una di quelle figure femminili memorabili uscite dalla penna camilleriana. È un Read more...

9 Gennaio 2020

Mahoko Yoshimoto si presenta, con la sua fresca e audace scrittura, alla grande famiglia di lettori occidentali attraverso il romanzo "Kitchen", che noi (s)fortunati italiani leggeremo solo tre anni dopo (salvo se avete seguito un corso di lingua giapponese). Mahoko anzi, Banana (pseudonimo assunto perché -udite, udite- è carino...) ci consente di scoprire un mondo asiatico diverso da come lo avevamo lasciato, osservandolo da un'altra prospettiva e, commuovendoci, ci appropinquiamo inconsciamente di idee femministe. E già, la protagonista è Mikage, giovane adolescente che perde la nonna, unico parente rimastale, ritrovandosi precocemente in piena solitudine cosmica, e per un po' ci Read more...

9 Gennaio 2020

D’accordo, il libro è di qualche anno fa. D’accordo, “non l’ha scritto lui. L’ha scritto J.R. Moehringer, uno che nel 2000 ha vinto il Pulitzer per il giornalismo: e che, obbiettivamente, è di una bravura mostruosa.” [cit. Alessandro Baricco, ne Una certa idea del mondo] Ho comprato solo di recente il libro Open per regalarlo a mio fratello, che ha fatto, ormai da anni, del tennis il suo passatempo sportivo. L’aver scoperto che Baricco l’ha inserito nei “migliori cinquanta libri letti di recente” mi ha dato lo slancio a leggere qualche pagina prima di incartarlo. Non ho mai letto nessuna Read more...

9 Gennaio 2020

Avevo in casa "Appunti di un venditore di donne" da anni e nonostante me ne avessero parlato come di un bel libro non mi ero mai decisa a leggerlo, forse per via della copertina non so, comunque alla fine sono riuscita nell'intento e non nascondo che ho faticato ad entrare nella chiave di lettura giusta. A tratti mi è parso un libro con sequenze di concidenze un pò tirate, ma nell'insieme lo giudico una buona lettura. L' intreccio narrativo studiato da Faletti regge bene e non lascia il lettore senza una spiegazione. Tutto viene motivato, tutto ha un senso ..."Il Read more...

9 Gennaio 2020

Con L’albero di stanze, il «romanzo di una vita», Giuseppe Lupo conferma di essere la voce narrativa più originale dei nostri giorni. Inventore di leggende, moderno cantastorie, visionario dotato di una fantasia traboccante ma mai eccessiva, lo scrittore giunge con quest’opera alla sua maturità più piena e autentica. L’albero di stanze, dopo Viaggiatori di nuvole e Atlante immaginario, sempre per Marsilio, chiude una trilogia affollata di personaggi, luoghi, incontri e sogni. Un ruolo fondamentale, il posto privilegiato in questi tre appassionanti volumi, è affidato alla “parola”: sussurrata, stampata, sfuggente, tramandata, cercata e inseguita, afferrata e impressa nel sacrario personale dei Read more...

9 Gennaio 2020

I giocatori invisibili (edizioni Giovane Holden 2016, 14 euro) è l’opera prima di Irene Giuffrida , eppure sorprende sia per la situazione esistenziale espressa attraverso una singolare tecnica narrativa, giallo nel giallo filosofico, sia per la ricchezza di particolari . L’autrice dà conto non solo dei pensieri del protagonista, ma anche di tutto ciò che entra dall'esterno nella sua prospettiva, impegnata a confrontarsi col tempo: Guido, il protagonista, vive tra passato e futuro, il commissario Saverio Strano risolverà l’enigma indagando sui” luoghi oscuri “ della coscienza e su Morgana, la follia latente di Guido . Ecco il tempo, il tempo Read more...

9 Gennaio 2020

Sarebbe alquanto riduttivo classificare “Per fortuna ho scelto te per cambiare il mondo” fra i romanzi di fantasia. C’è dell’altro, molto di più in questo avvincente romanzo sospeso fra immaginazione e realtà: è come se l’autrice abbia fatto d’istinto il salto in un mondo alternativo, nell’universo parallelo di cui potremmo far parte senza saperlo e volesse farne partecipe il lettore. Un mondo che non è stato distrutto dalla colpevole insipienza dell' uomo volto solo al business e incurante dai danni esiziali che reca all’ambiente; un mondo comunque più “felice”. Di certo qualcosa di personale ed al contempo di misterioso l’ha Read more...

9 Gennaio 2020

Qualche mese fa ho acquistato un libro perché incuriosita dal suo contenuto e dal titolo decisamente originale. Pensavo che vi avrei trovato degli spunti da proporre ai ragazzi nelle attività di Laboratorio in Comunità ma le cose sono andate diversamente e Questo non è un libro, dell'ottima Keri Smith, è finito nel reparto "libri da leggere" in paziente attesa di ricevere nuovamente la mia attenzione. Quel momento è arrivato, oggi pomeriggio ho dedicato a Questo non è un libro tutta l'attenzione che merita, restando sorpresa e affascinata da questa lettura. Ho desiderato avere dieci anni per poter fare tutte le Read more...

9 Gennaio 2020

Leggendo Stoner penso immediatamente di aver fatto un viaggio a Columbia, Missouri, mi sembra proprio di vederle quelle distese piene di niente sotto forma di sterminati campi di mais e paesaggi piatti o lievemente ondulati di formazione glaciale, quella parte di America che viene definita la “fly over zone” perché gli americani nei loro voli dalla costa est a ovest o viceversa chiamano così quella parte di America che sembra destinata solo ad essere sorvolata. Io invece sono proprio atterrato lì, nel Midwest ed ho fatto il mio viaggio con William Stoner, anzi forse ero proprio io Stoner. Tutto si Read more...