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Come spiegare ai propri figli il Coronavirus

Abbiamo chiesto allo scrittore per ragazzi e sceneggiatore Bruno Tognolini di raccontarci in che modo prendersi cura dei più piccoli in questo particolare periodo

La situazione in Italia dovuta al Coronavirus può generare ansia e apprensione: la preoccupazione maggiore da parte dei più grandi è principalmente rivolta alle future generazioni, in primis ai propri figli, i quali tra scuole chiuse e flusso di informazioni, rischiano di farsi suggestionare e non ricevere i giusti filtri da chi ha la loro responsabilità. Per questo abbiamo chiesto a Bruno Tognolini, scrittore per ragazzi e sceneggiatore,  dal 1999 ideatore e coautore del programma Melevisione, di raccontarci in che modo possiamo prenderci cura dei nostri figli e vivere questo maggior tempo che si trascorre con loro in casa come un’opportunità.

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Raccontare senza enfasi

Sono un narratore, un pedagogista. In 11 anni di Melevisione mi sono occupato di come raccontare il mondo ai bambini attraverso le storie. I genitori in questo momento non devono raccontare fiabe, ma la realtà: non tutto, ma solo quello che è vero. I genitori devono quindi raccontare ai loro piccoli di questo virus, evitando però l’enfasi, l’eccesso di comunicazione dei media, in quanto già percepiscono una situazione eccezionale, ovvero quella di non essere a scuola. 

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Trasmettere serenità

E’ importante che i bambini sentano la serenità dei grandi che stanno affrontando un problema serio, ma non gravissimo, per cui si stanno attuando i dovuti provvedimenti. Occorre che i bambini capiscano che non stanno vivendo una situazione irrimediabile. La serenità dei grandi è la garanzia migliore per quella dei bambini: se i più piccoli non vedono nei genitori atteggiamenti ossessivi e  vengono protetti dall’iperinformazione dei media, comprendono che gli adulti si stanno prendendo cura della situazione.

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Incontrarsi a metà strada

In questo periodo occorre fare di necessità virtù, ed una grande virtù è quella di avvicinarsi ai propri figli incontrandosi metà strada. I genitori possono fare delle proposte ai figli: raccontare loro delle storie di famiglia, leggere libri insieme. Questo maggior tempo trascorso insieme può essere un’occasione anche per gli adulti di avvicinarsi maggiormente ai più piccoli, lasciandosi coinvolgere nei loro giochi, incuriosendosi per le loro attività. Ciò può portare a scoperte sorprendenti da ambedue le parti. Dove non arrivano i genitori, possono essere i nonni a passare più tempo con i loro nipotini. Tra qualche anno, terminata la situazione anomala, genitori e figli potranno così ricordare questo periodo particolare come un’opportunità avuta per passare maggior tempo insieme e scoprire nuove cose.

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