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La poesia

“Tutte le lettere d’amore sono ridicole”, la poesia di Pessoa per Ophélia

“Tutte le lettere d’amore sono ridicole” è una poesia di Fernando Pessoa del 1935 contenuta nella raccolta “Poesie di Álvaro de Campos”

Domani ricorre l’anniversario di Fernando Pessoa, per celebrarlo vi proponiamo “Tutte le lettere d’amore sono ridicole”, una poesia composta il 21 ottobre del 1935 e contenuta nella raccolta “Poesie di Álvaro de Campos”. Un componimento dedicato a Ophélia Queiroz.

“Tutte le lettere d’amore sono ridicole”

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere
ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

L’amore fa scrivere (troppe) parole

In “Tutte le lettere d’amore sono ridicole” Fernando Pessoa afferma sostanzialmente che scriversi è sopravvalutato. Il sentimento amoroso rende l’uomo ridicolo e pertanto gli fa fare, e in questo caso, scrivere lettre ridicole. Pessoa afferma però che anche lui stesso ha scritto parecchie di queste lettere ai suoi tempi, quando l’amore giocava quel meraviglioso scherzo di rendere tutto roseo e contemporaneamente struggente, anzi rimpiange proprio quel periodo della sua vita. Ora forse, forte di una maturazione personale, vede la realtà delle cose, ma non giudica negativamente chi ha scritto lettere d’amore, piuttosto giudica coloro che non ne hanno mai scritte.

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“Il sorriso”, la romantica poesia di William Blake

“Il sorriso” è una poesia di William Blake contenuta nella raccolta “The Pickering Manuscript” del 1803 circa

 

Oggi tutte le “lettere” sono importanti

Oggi non si fa quasi più caso a come ci si scrive. Sentirsi a parole scritte e non a voce è diventata un’attività quotidiana e imprescindibile, sia per il lavoro che per gli affetti. Tuttavia, c’è ancora chi riesce e vuole comunicare scrivendo qualcosa in modo che resti. Non è necessario che sia una lettera vera e propria, che si tratti di una mail, di un messaggio o di un commento, ci sono persone, per fortuna, che ancora sentono la necessità di esprimere i propri sentimenti e le proprie sensazioni scrivendo. La bellezza sta però da entrambe le parti, sia per chi scrive che per chi riceve. Comunicare per iscritto è qualcosa di prezioso che può regalare grande gioia. 

Fernando Pessoa

Fernando António Nogueira Pessoa, nato a Lisbona il 13 giugno 1888 e morto a soli 47 anni, a causa di problemi epatici, sempre a Lisbona il 30 novembre 1935, fu un poeta, scrittore e aforista portoghese. È considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, e per il suo valore è comparato a Camões. Il critico letterario Harold Bloom lo definì, accanto a Pablo Neruda, il poeta più rappresentativo del XX secolo. Avendo vissuto in Sudafrica, l’inglese giocò un ruolo fondamentale nella sua vita. Traduceva, lavorava, scriveva, studiava e perfino pensava in inglese. Visse una vita discreta, trovando espressione nel giornalismo, nella pubblicità, nel commercio e, principalmente, nella letteratura, in cui si scompose in varie altre personalità.

Alice Turiani

 

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