Poesia

La poesia di Grazia Deledda che ci fa sognare le bellezze della Sardegna

In attesa di sapere quando ci potremo tornare, una poesia della scrittrice Grazia Deledda per tornare a sognare le bellezze uniche al mondo della Sardegna
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Vacanze in Sardegna? Ancora non sappiamo se sarà possibile. Ma una cosa è certa. A furia di parlare di passaporti sanitari e possibile riaperture, abbiamo cominciato a sognare le bellezze della Sardegna. Fra i luoghi più amati dagli Italiani e dal resto del mondo, la Sardegna è un’isola difficile da dimenticare. Con “la sua solitudine selvaggia”, “il silenzio immenso e profondo”, “lo splendore del cielo” e “l’immensità del suo mare”, la Sardegna ha incantato poeti, artisti e scrittori. Da Carlo Levi, a Fabrizio De André, fino a Grazia Deledda, le sue bellezze sono diventate protagoniste di alcuni dei passi più belli della letteratura. Fra le liriche più significative che le siano state dedicate non possiamo non citare i versi della scrittrice sarda Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, nella lirica “Noi siamo sardi“. 

Noi siamo sardi

Noi siamo sardi
Noi siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi,
romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.

Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono
sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.

Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo,
lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.

Siamo il regno ininterrotto del lentisco,
delle onde che ruscellano i graniti antichi,
della rosa canina,
del vento, dell’immensità del mare.

Siamo una terra antica di lunghi silenzi,
di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,
di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.

Noi siamo sardi.

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