Sei qui: Home » Poesie » “La paura”, la poesia di Eva Picková che racconta l’Olocausto
poesia d'autore

“La paura”, la poesia di Eva Picková che racconta l’Olocausto

"La paura" è una poesia di Eva Picková tratta da “Terezin - I Disegni e le Poesie dei Bambini nel Campo di Sterminio” che racconta la tragedia dell'Olocausto

Una poesia per non dimenticare la tragedia dell’Olocausto. “La paura” è un componimento scritto dalla giovanissima Eva Picková, una ragazzina di dodici anni nata il 15 maggio del 1929 e morta ad Auschwitz il 18 dicembre del 1943. Di Eva non ci sono altre notizie, sappiamo solo che il componimento è contenuto nel  progetto “Terezin – I Disegni e le Poesie dei Bambini nel Campo di Sterminio” nel 1982.

“La paura”, la poesia che racconta l’Olocausto

Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto,
un male crudele che ne scaccia ogni altro.
La morte, demone folle, brandisce una gelida falce
che decapita intorno le sue vittime.
I cuori dei padri battono oggi di paura
e le madri nascondono il viso nel grembo.
La vipera del tifo strangola i bambini
e preleva le sue decime dal branco.
Oggi il mio sangue pulsa ancora,
ma i miei compagni mi muoiono accanto.
Piuttosto di vederli morire
vorrei io stesso trovare la morte.
Ma no, mio Dio, noi vogliamo vivere!
Non vogliamo vuoti nelle nostre file.
Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore.
Vogliamo fare qualcosa. E’ vietato morire!

La crudeltà dell’infanzia rubata

Lo sterminio degli Ebrei è stato forse il momento più basso della storia dell’umanità. Eva scrive “La paura” durante il periodo dell’internamento. Auschwitz è stato l’inferno sulla terra, come tutti gli altri campi di concentramento e di sterminio. Di Eva Picková non sappiamo altro, di lei non è rimasto che questa poesia. Come lei migliaia di altri bambini e ragazzi morti senza avere colpa, con una crudeltà che li ha trattati peggio delle bestie da macello. “La paura” di Eva è un disperato grido di aiuto, una preghiera a quel Dio, che sembra a tutti gli effetti averli abbandonati, perchè vuole vivere, lei come gli altri bambini presenti nel campo, falciati dalla presenza del tifo oltre che dal freddo e dalla denutrizione e dalla violenza. Questa poesia è una preziosa testimonianza delle terribili condizioni in cui queste persone dovevano provare a sopravvivere.

Giorno della memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Alice Turiani

© Riproduzione Riservata