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La poesia

“Inverno”, la poesia di Antonia Pozzi che racconta la fredda stagione

“Inverno” è una poesia di Antonia Pozzi composta nel 1932, il cui titolo originale era “Tramonto”, che descrive un paesaggio invernale

È il primo giorno d’inverno. Il Natale è alle porte e oggi siamo entrati nella stagione più fredda dell’anno. Per l’occasione abbiamo pensato di proporvi “Inverno”, una poesia di Antonia Pozzi del 1932.

“Inverno”

Fili neri di pioppi –
fili neri di nubi
sul cielo rosso –
e questa prima erba
libera dalla neve
chiara
che fa pensare alla primavera
e guardare
se ad una svolta
nascono le primule –
Ma il ghiaccio inazzurra i sentieri –
la nebbia addormenta i fossati –
un lento pallore devasta
i colori del cielo – Scende la notte –
nessun fiore è nato –
è inverno – anima –
è inverno.

Il freddo arriva e cambia il paesaggio

In questa poesia Antonia Pozzi fa una dettagliata descrizione della stagione più fredda dell’anno. Osservando il paesaggio la poetessa descrive come il freddo e il gelo cambino ciò che ci circonda e come, il momentaneo sciogliersi della neve, ci inganni sul possibile avvicinamento della primavera, stagione della rinascita. La seconda parte della poesia rivela invece la realtà delle cose. Il gelo che colora la terra di un azzurro chiarissimo e la nebbia bassa che avvolge tutto, fino ad arrivare ad osservare il pallore glaciale del cielo, il cui colore frizzante viene devastato da questa fredda sfumatura. Ed ecco l’inverno che investe il mondo e l’anima. C’è un percorso preciso però nel componimento, una salita verso l’alto, dalla terra al cielo.

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“È inverno”, la poesia di Nazim Hikmet sulla stagione più fredda

“È inverno” è una poesia di Nazim Hikmet che descrive il paesaggio imbiancato dalla prima neve della stagione più fredda

 

Antonia Pozzi

Antonia Pozzi nasce a Milano il 13 febbraio del 1912. Scrive le prime poesie ancora adolescente. Studia nel Regio Liceo – Ginnasio Alessandro Manzoni di Milano, dove intreccia con il suo professore di latino e greco, Antonio Maria Cervi, una relazione che verrà interrotta nel 1933 a causa delle forti ingerenze da parte dei suoi genitori. Nel 1930 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, precisamente al corso di laurea in Filologia moderna, frequentando coetanei quali Vittorio Sereni, suo amico fraterno, Enzo Paci, Luciano Anceschi e Remo Cantoni. A soli ventisei anni si tolse la vita mediante ingestione di barbiturici in una sera nevosa di dicembre del 1938.

Alice Turiani

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