Il Natale sta arrivando...

Dieci filastrocche per vivere la magia del Natale come una volta

Una volta si posizionava una sedia in mezzo alla sala e il più piccolo di famiglia ci saliva per recitare la sua filastrocca di Natale. Era un momento di pura magia...
filastrocche-natale

Una volta si posizionava una sedia di legno in mezzo alla sala e il più piccolo di famiglia ci saliva per recitare la filastrocca del Natale. Chi di voi ricorda quel momento, saprà descrivere l’emozione che si creava intorno a quel magico rituale. Un’istante di pura poesia che si scolpiva nel cuore dei presenti, tutti stretti intorno a quella sedia di legno, incantati dal ritmo della filastrocca e dalla voce bianca che la recitava. Ma la tradizione delle filastrocche natalizie non si è persa e sopravvive in tante famiglie come uno dei rituali più attesi nel giorno di Natale. Ecco, 10 filastrocche per riscaldare il vostro Natale. 

“Filastrocca degli alberi di Natale di Bruno Tognolini

Ma dove vanno gli alberi
Dei Natali passati?
Aspettano negli angoli
Addormentati, soli
Angeli boscaioli
Passano col carretto
Li prendono e li piantano
In un bosco perfetto
Lì tutti si riaccendono
Abbaglianti di stelle
Sfolgoranti d’argento
Trecento volte mille
La foresta di luce
Alla fine del mondo
Dove corri felice
Nel tuo sonno profondo
Mentre intorno sussurrano
I boschi eterni e scuri
Dove attendono gli alberi
Dei Natali futuri

Buon Natale di Dino Buzzati

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l’orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell’attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

A Gesù bambino di Umberto Saba

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te,
Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Filastrocca della Melavisione

Questa è una formula miracolosa
Non devi dirla distrattamente
Dilla più piano: dice qualcosa
Dice fortuna per chi la sente
Dice di belle mattine serene
Parla del sole dei giorni futuri
Dice che io voglio che tu stia bene
Dice così: AUGURI!

Il magico Natale di Gianni Rodari

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

L’alberello di Natale di Erminia Dell’Oro

Un allegro alberello di Natale
si mette all’improvviso a camminare,
afferra con il ramo un valigione
e si dirige in fretta alla stazione.

Prende un biglietto per il Monte Bianco,
poi si sdraia in cuccetta perché è stanco,
i viaggiatori che gli son vicini
gli chiedono di spegnere i lumini.

Quando arriva in montagna l’alberello
scende dal treno con valigia e ombrello.
Deve trovare presto un posticino
sul Monte Bianco, accanto a un altro pino.

– Cos’hai fatto? – gli chiedono i fratelli.
– Chi ti ha abbandonato con tutti quei gioielli? –
– Sono stati i bambini a farmi festa,
mi hanno messo una corona in testa,

ma avevo tanta, tanta nostalgia
e ho deciso di venire via.
Volevo i miei monti, le mie stelle,
le favole del vento, così belle,

volevo la vostra compagnia,
ed è per questo che son venuto via -.
– E ora, – gli chiedono gli amici
che di averlo vicino son felici,
– cosa farai con tutti quei lumini? –
– Farò luce, d’inverno, agli uccellini -.

Letterina di Natale di Viviane Lamarque

È arrivata una letterina
anzi sono un milione
anzi sono un miliardo
c’è una lettera
per ogni bambino
è una letterina di Natale
è una letterina
di Babbo Natale.

Evviva apriamo!
Evviva leggiamo!

Cari bambini
sono stato buono
proprio buono tutto l’anno
ecco l’elenco
l’elenco dei doni
grazie mille anticipate

ecco l’elenco
incominciate:

Uno sciroppo
in damigiana
ho tanta tosse
e le renne idem

cento litri di latte
e cento chili di fieno
e uno scatolone
di medicine
per quando ho la febbre
a trentanove
e non posso uscire
che nevica o piove.

Degli stivali
mi raccomando rossi
e un berretto nuovo
e…  ccì! eccì!
e un chilometro di fazzoletti
e anche un nuovo dvd.

Ma come???
E niente a noi???

“Per quest’anno
faremo il contrario
siete d’accordo?

Non c’è avere
senza dare
per un anno si può fare…”

Natale degli spalatori di neve di Jacques Prévert

(Quando cade a Natale)
I nostri camini sono vuoti
le nostre tasche rivoltate
ohè ohè ohè

i nostri camini sono vuoti
le nostre scarpe bucate
ohè ohè ohè

e i nostri figli lividi
sono a pancia vuota
ohè ohè ohè

Eppure è Natale
Natale che bisogna festeggiare
Festeggiamo festeggiamo il Natale
lo si fa ogni anno
Ohè la vita è bella
Ohè felice Natale

Ma ecco la neve che cade
che cade così dall’alto
Si farà certo male
cadendo così dall’alto
ohè ohè èho

Povera neve novella
corriamo corriamo verso quella
corriamo con le nostre pale
corriamo a raccoglierla
perchè questo è il nostro mestiere
ohè ohè ohè

Graziosa neve novella
tu che arrivi dal cielo
dicci dicci o bella
ohè ohè ohè

Quando a Natale
cadranno di lassù
i tacchini di Natale
con i loro piccoli
ohè ohè èho!

Ode per il Panettone di Jolanda Restano

Ode per il Panettone
buono con il mascarpone,
buono con il cioccolato,
dolce sempre prelibato!

Coi canditi e con le uvette
vien tagliato in tante fette
o in tanti pezzettini
ed è gioia dei bambini.

Inventato fu a Milano;
si è diffuso piano piano.
Questo dolce buono e tondo
ora è noto in tutto il mondo!

Anche con lo zabaione
è squisito il Panettone,
dolce invero assai speciale
ed arriva col Natale!

Regali di Natale di Michael Ende

Il Natale ormai si avvicina
e ho comprato dei regali ai nipotini;
ma ho paura di essermi confuso
e ho portato un po’ tutto alla rinfusa.

Gianni, mi ricordo, ha domandato
di portargli un bel libro a dondolo.

Maria Grazia è facile, sentite:
desiderava un porta stiro.

Robertino, un po’ vanesio, bramava
un paio di pantaloni a olio.

Mentre Giorgetto, detto Gongolo,
so che voleva un cavallo illustrato.

Benedetta è un’artista, non m’imbroglio,
le ho portato dei colori alla zuava.

E per Rosanna, che è sempre tutta in tiro,
niente di meglio che un ferro da matite.

Cosa dici? Ti sembra una follia?
Senza rime, dici tu, non è poesia?
Senti, allora, invece di ridere scomposto,
perché non provi a mettere un po’ a posto?

 

 

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