In dialogo con lo scrittore

Perché le storie sono importanti, ce lo racconta lo storico autore della Melevisione

Abbiamo chiesto a Bruno Tognolini, autore storico della Melevisione, perché le storie sono così importanti e perché dobbiamo continuare a raccontarle

Autore di centinaia di versi e filastrocche per bambini, Bruno Tognolini racconta l’importanza delle storie e lo fa nello scenario suggestivo di Tuttestorie, il Festival di Cagliari che da ormai quattordici anni celebra la letteratura per l’infanzia. In un’edizione speciale dedicata alla Terra e alla riflessione sui temi ambientali, Tuttestorie è il segno luminoso che le storie esistono e sopravvivono agli stravolgimenti del presente.

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Protagonista della XIV edizione di Tuttestorie è la Terra. Perché questa scelta?

Cerchiamo sempre di scegliere temi che siano attraenti e interessanti per i bambini e che facciano un racconto profondo del mondo. Così, dopo notte, animali, disobbedienze, segreti e desideri, alternando temi astratti e concreti, siamo approdati per fili e connessioni invisibili alla Terra. Un universo immenso da raccontare, che oggi trova forza e concretezza nel movimento del Fridays for Future, nel discorso ecologico che tanto sta animando bambini e ragazzini di tutto il Pianeta. 

Che atmosfera si respira a un festival di letteratura per l’infanzia?

Tuttestorie è un festival speciale. Si respira un’atmosfera unica, difficile da restituire a parole. Immaginatevi una grandissima piazza nel cuore di Cagliari piena di bambini con i cappellini colorati. Come nelle feste patronali, tutto accade nella medesima piazza. C’è il venditore ambulante, la processione, le bancarelle, la band rock. Allo stesso modo, tutte le attività si concentrano nello stesso luogo, disturbandosi e rinforzandosi a vicenda. È una grande festa quella che ogni anni viviamo a Tuttostorie.

Come la letteratura può continuare a parlare ai bambini?

Io dico sempre non libri, libri, libri, ma storie, storie, storie. Le storie sono importanti, fanno bene e fanno crescere su qualsiasi piattaforma circolino. Per esempio, ci sono storie assai brutte e grigie che girano su alcuni libri, e ci sono storie stupende che prendono vita nei videogame. L’importante è orientare i bambini alla qualità del racconto, narrativo, visivo o interattivo che sia. 

I libri per bambini devono parlare anche di attualità o rimanere uno spazio di immaginazione e pura fantasia?

Sono sempre stati entrambe le cose con le felici contaminazioni intermedie. Le storie possono e devono raccontare anche del presente, ma bisogna stare in guardia da quelle cornici valoriali di alcuni libri, che sfruttano argomenti forti del momento per vendere di più. C’è una certa fascia di editoria che si muove in questa direzione, dando spazio a una produzione letteraria che io definisco “grigia”. Affidare una funzione “politica” alla letteratura è rischioso, perché spesso accade che credi di dire una cosa e finisci per dire il suo esatto contrario. Se scrivi una poesia grigia e noiosa sull’accoglienza, finisci per rendere tale il concetto di accoglienza. 

Parlare ai giovani le viene più semplice che rivolgersi agli adulti?

Negli anni Settanta, iniziai a fare teatro con una piccola compagnia di amici. In quegli anni, il teatro era cupo e frantumato, in quanto cercava di restituire la frammentazione della vita. Quando iniziammo a fare teatro per i bambini, per me fu una rivelazione. Raccontare il mondo ai bambini voleva dire superare la frantumazione, per raccontarlo con fluidità e speranza, creare storie, ovvero unire i puntini per dare vita a un grande disegno. 

Cosa c’è dietro storie che racconti?

Le filastrocche che scrivo hanno dietro un infinito amore letterario e una preparazione poetica classica. Ho studiato al liceo classico e l’ho molto amato. Posso dire di avere di un’autonomia di almeno un’ora e mezza di poesia italiana recitata a memoria. Ho un ora e mezza di poesia italiana recitata a memoria. Conosco i canti della Commedia, le ottave dell’Orlando Furioso e i versi di Leopardi. Alle spalle delle mie filastrocche c’è sempre la lirica italiana. 

 

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