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Perché si dice “Fare la pacchia”, origine del modo di dire

Quante volte abbiamo detto, o sentito, l’espressione “È finita la pacchia”? Scopriamo insieme l'origine e il significato del modo di dire "fare la pacchia".

Quante volte abbiamo detto, o sentito, l’espressione “È finita la pacchia”, soprattutto durante i periodi di vacanza come quelle estive? Scopriamo insieme l’origine e il significato del modo di dire “fare la pacchia”.

Perché si dice ‘Fare la pacchia’?

Fare la pacchia significa godersi la vita senza alcun pensiero, aver trovato il modo di vivere bene, di mangiare e bere senza lavorare o comunque senza alcun impegno. Quest’espressione è tratta dal mondo animale. La “pacchia”, dal latino pabula, plurale di pabulum (pascolo), indicava un tempo la pastura per gli animali. Questi, infatti, hanno la loro “pacchia”: mangiano e bevono senza lavorare. Da pacchia è stato coniato il verbo denominale “spacchiare”, non presente però in tutti i vocabolari.

E l’espressione “è finita la pacchia? Dalla Treccani spiegano che “il termine pacchia è un deverbale di pacchiare, mangiare con ingordigia, usato per indicare una condizione di vita facile e spensierata. L’etimo di pacchiare è incerto, anche se molto probabile è un’origine onomatopeica da collegarsi ad alcune voci dialettali di area settentrionale (il veneto paciar, muovere le mascelle, il milanese pacià e il piemontese pacè, mangiare abbondantemente e con avidità). L’espressione familiare è finita la pacchia, quindi, indica la cessazione, provocata da accadimenti negativi e non voluti, di una condizione di vita favorevole e senza problemi, soprattutto materiali, e l’inizio di una condizione meno fortunata in cui non si può far a meno di faticare ed avere preoccupazioni.W

Perché diciamo così

Questa e altre espressioni idiomatiche come “fare la pacchia” sono protagoniste all’interno del libro “Perché diciamo così” (Newton Compton), opera scritta dal fondatore di Libreriamo Saro Trovato contenente ben 300 modi di dire catalogati per argomento, origine, storia, tema con un indice alfabetico per aiutare il lettore nella variegata e numerosa spiegazione delle frasi fatte. Un lavoro di ricerca per offrire al lettore un “dizionario” per un uso più consapevole e corretto del linguaggio. Un “libro di società” perché permette di essere condiviso e di “giocare” da soli o in compagnia alla scoperta dell’origine e dell’uso corretto dei modi di dire che tutti i giorni utilizziamo. Un volume leggero che vuole sottolineare l’importanza delle espressioni idiomatiche. Molte di esse sono cadute nel dimenticatoio a causa del sempre più frequente utilizzo di espressioni straniere e anglicismi. 

 

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