La citazione del giorno

Perché le citazioni e gli aforismi ci fanno emozionare

Nasce oggi una nuova rubrica di approfondimento sulle citazioni che ogni giorno Libreriamo vi dona: un viaggio alla scoperta del contesto da cui sono tratte e del perché
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Una delle definizioni etimologiche di Citazione viene dal verbo latino Citare “spingere fuori la voce”, ma forse la più interessante, e la più vicina all’intento di Libreriamo, è “mettere in moto, eccitare, dare avvio ad un movimento”. Le citazioni, che ogni giorno pubblichiamo, sono un’esortazione a sentire la vita, a riflettere su ciò che stiamo facendo, a cercare un significato in ciò che ci sta accadendo o a sentire nel profondo un desiderio o un sentimento che vorremmo ignorare. Come dire: leggiamo per metterci in cammino!

Da questa premessa nasce oggi una nuova rubrica di approfondimento sulle citazioni che ogni giorno Libreriamo vi dona: un viaggio alla scoperta del contesto da cui sono tratte e del perché, molto spesso, esse siano in grado di riassumere l’atmosfera e l’intenzione dell’intera opera. A completare l’articolo ci sarà ogni giorno un brano suggerito, che richiama l’atmosfera e il significato della citazione scelta. 

La citazione di oggi

La citazione di oggi è tratta da “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il capolavoro di Lewis Carroll, che racconta dell’incessante ricerca per definire la propria identità e dello scontro con l’inevitabile scissione che ci portiamo dentro tra sogno e realtà, tra desiderio e volontà. 

La colonna sonora di oggi è “Sì, viaggiare” di Lucio Battisti. 

 (Alice ha tentato di arrampicarsi lunga una gamba del tavolo e ora piange delusa).

“Ma perché piango? Non serve proprio a nulla!” Disse fra sé Alice. E dopo un po’, con un tono deciso, aggiunse: “Ti consiglio di smetterla immediatamente”.

Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente. Qualche volta arrivava persino a sgridare se stessa, così severamente da farsi venire le lacrime agli occhi. Un giorno tentò addirittura di tirarsi gli orecchi perché aveva provato a imbrogliare sui punti durante una partita a palla tra lei e lei stessa. Infatti questa strana bambina pretendeva alle volte di essere due persone.

“Ma adesso” pensava la povera Alice “non mi servirebbe a niente fingere di essere due persone. Di me è rimasto tanto poco, che basta appena a fare una sola persona che si rispetti!”

 

 
 
 
 
 
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Soffermiamoci adesso ad analizzare la citazione “Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente“. Le avventure visionarie di questa bambina un po’ strana ci riguardano nell’intimo. Come Alice, siamo sempre divisi in due, tra propositi che vorremmo seguire e paura di osare o di sperimentarsi fino in fondo; ed è anche un po’ come l’inizio di ogni anno o di ogni cosa, quando saremmo pronti a fare di tutto pur di cambiare e di migliorare ma poi raramente siamo in grado di metterci in moto per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati.

Alice nel Paese delle Meraviglie

Cos’è la Sindrome di Alice?

Buoni propositi e volubilità

La cosa più interessante di tutto ciò non riguarda, però, i buoni propositi, ma la nostra umana natura, una natura continuamente sdoppiata tra desiderio e realtà, tra affermazione e fallibilità. E proprio questo fardello condiviso ci dà la spinta ad accettare che l’altro si manifesti in modi limitati e goffi, a sapere nella carne che l’altro è sulla strada, come noi, alla ricerca del proprio stare al mondo, della propria identità. Ognuno sa di appartenere, anche e senza soluzione di continuità, a quello spazio vuoto che separa volontà e azione, accettazione e rifiuto di se stessi. Una volubilità che ci fa saltare da uno stato d’animo all’altro, da uno stato dell’io all’altro, e che ci impedisce di manifestarci totalmente, a noi stessi prima che agli altri. Ed ecco l’importanza della pazienza e della comprensione: ci sentiamo tutti un po’ persi. Siamo tutti alla costante ricerca di noi stessi! E questa ricerca che ci accomuna è il dono più prezioso alla nostra umanità.

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