Giornata mondiale del cane

Io e Marley è l’esempio perfetto di come il cane sia il migliore amico dell’uomo

"Io e Marley" è il libro di John Grogan che sa raccontare meglio di qualsiasi altro la presenza di un cane all'interno di una famiglia
Io e Marley è l'esempio perfetto di come il cane sia il migliore amico dell'uomo

MILANO – Io e Marley è un libro divertente e commovente, scritto da John Grogan, che racconta perfettamente il rapporto tra il cane e il suo padrone. Potrebbe sembrare un argomento banale, ma lo scrittore lo tratta in modo profondo e toccante. La vera forza del libro è quello di mostrare come un cane, in questo caso Marley, ti possa travolgere la vita in positivo e in negativo. Perché un cane non è semplicemente un accessorio da esibire con orgoglio, ma corrisponde alla scelta profonda di volerlo come amico nella propria vita. Io e Marley è stato reso anche cinematograficamente dal regista David Frankel. Il film è interpretato da Jennifer Aniston e Owen Wilson, che recitano nei panni di John e di Jenny.

Marley non è il cane perfetto

Questo libro appassiona sia chi ha già un cane e ne è completamente innamorato, sia chi invece non ha alcun compagno a quattro zampe. Racconta la storia di John e Jenny, una giovane coppia della Florida che decidono di adottare un cane. Non sanno cosa gli aspetterà: infatti il cagnolino, Marley, un labrador color crema dolcissimo, si rivelerà crescendo un vero terremoto. Marley non è il cane perfetto: non è semplicemente bello, tenero e simpatico. Ma anzi è una presenza ingombrante, che ti travolge la vita. Infatti Marley è un cane pasticcione, irruento, combinaguai, che mangia qualsiasi cosa gli si capita davanti. Forse è meglio così, che sia una presenza viva nella famiglia, piuttosto che un semplice soprammobile. È proprio questo che lo rende unico e insostituibile.

Domani la casa sarebbe stata rumorosa e di nuovo piena di vita. Per stasera eravamo solo noi due, Marley e io. Giacendo lì con lui, il suo fetido fiato sulla mia faccia, non potei fare a meno di pensare alla nostra prima notte insieme di tanti anni fa quando l’avevo portato a casa dall’allevamento, un cucciolino che piagnucolava in cerca della mamma. Ricordavo come avevo trasportato la sua scatola in camera mia e il modo in cui ci eravamo addormentati insieme, il mio braccio che penzolava dalla sponda del letto per confortarlo. Tredici anni dopo, eccoci qui, tuttora inseparabili. Pensavo alla sua infanzia e alla sua adolescenza, ai divani ridotti a brandelli e ai materassi masticati, alle fantastiche passeggiate lungo l’Intercoastal e ai balli guancia a guancia con lo stereo a tutto volume. Pensavo agli oggetti trangugiati, ai libretti di assegni rubati e ai dolci momenti di empatia cane-uomo. Per lo più pensavo a che buono e fedele compagno era stato in tutti quegli anni. Che fantastico viaggio!

 

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