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Inga Barbieri, ”Il mio libro per ricordare ai giovani lettori e agli amanti del fantasy i colori della felicità”

Un giorno all'improvviso è stata rapita dalle fate, e da allora la sua vita è cambiata: ha iniziato a narrare le loro storie, e la scrittura è diventata la sua professione. Così Inga Barbieri spiega com'è diventata autrice di fantasy, genere per cui ha sempre nutrito una grande passione. La giovane scrittrice parla del suo romanzo d’esordio, ''Re dell'estate''...

La giovane autrice di fantasy spiega perché ha scelto di fare la scrittrice e parla del suo romanzo d’esordio e delle sue passioni

 

MILANO – Un giorno all’improvviso è stata rapita dalle fate, e da allora la sua vita è cambiata: ha iniziato a narrare le loro storie, e la scrittura è diventata la sua professione. Così Inga Barbieri spiega com’è diventata autrice di fantasy, genere per cui ha sempre nutrito una grande passione. La giovane scrittrice parla suo romanzo d’esordio, “Re dell’estate”, uscito lo scorso anno per EdiGiò, del piacere della scrittura e dei mondi magici che popolano la sua fantasia, nei quali si può trovare un rifugio contro le brutture che ogni giorno ci vengono mostrate.

 

Da quello che racconta di lei, sembra ci sia stato un momento preciso nella sua vita in cui da studentessa laureata in Giurisprudenza è stata catturata dal mondo delle fate. Da cosa è nata questa sua passione, ma soprattutto cosa l’ha spinta a diventare una scrittrice fantasy?

Proprio come l’amore, le cose più belle arrivano a noi all’improvviso, senza che le avessimo davvero cercate. Allo stesso modo sono giunte a me le fate, anche se devo ammettere che sono sempre stata una grande appassionata del genere fantastico, delle fiabe e delle vecchie leggende. Mi piace parlare di vero e proprio rapimento, perché è proprio ciò che mi è accaduto: dopo anni di poesie, da un giorno all’altro, ho cominciato a scrivere brevi fiabe ambientate in un non-luogo fatato. Di lì a poco giunsero AnnaGiulia, il Re dell’Estate, la Corte della Primavera, il gatto Mordred e tutti gli altri magici personaggi del mio romanzo.

 

Nel suo primo romanzo “Re dell’Estate”, ha creato un mondo magico, nel quale regnano fate, orchi, satiri e ninfe. Da cosa ha tratto ispirazione?

Come accennavo prima, sono sempre stata molto appassionata di storie fantastiche e di fiabe, ma anche di fumetti e giochi di ruolo. Non deve sorprendere,  ma ci sono diversi giochi di ruolo che hanno per protagonisti le fate, e altre entità soprannaturali, a cui ho giocato negli anni passati e che hanno contribuito a nutrire la mia fantasia. Similmente è accaduto coi fumetti, soprattutto con la serie “Sandman” di Neil Gaiman.

 

Da accanita lettrice, quali consigli vorrebbe dare ai più piccoli che si avvicinano al mondo della lettura? Pensa sia importante stimolare la curiosità di leggere, soprattutto perché sempre più ridotto sembra essere il numero di lettori?

Sicuramente non smettere mai di leggere, anche se a volte capiterà di trovare libri poco entusiasmanti.
Chiedere ai propri genitori o parenti di ricordare i libri che avevano amato in gioventù e poi leggerli. Scambiarsi opinioni con gli amici, scambiarsi i libri e inventare storie. Mai porre limiti alla propria fantasia e al proprio desiderio di evadere: i libri sono la medicina migliore contro ogni male. Certamente, stimolare la curiosità dei giovani lettori è essenziale e, da scrittrice-lettrice, non potevo rispondere altrimenti.

 

In un periodo così precario per i giovani italiani, divisi tra la ricerca di un lavoro stabile e la speranza di coltivare le proprie passioni, che consiglio si sente di dare loro, in riferimento alla sua personale esperienza?

Non credo di essere nella posizione di poter dare consigli a qualcuno, tuttavia posso dire che avere una storia in testa è la cosa più importante per uno scrittore. La scrittura è un piacere molto personale e come tale deve essere vissuto. Pubblicare la propria opera è molto difficile oggigiorno e, personalmente, credo lo sia sempre stato in ogni periodo storico, per questo non vale la pena arrendersi, specialmente in questo momento. Il mondo reale ci vuole frustrati e infelici, insoddisfatti e irrequieti, ma io credo che tutti meritino di essere felici e vale assolutamente la pena di contrapporre alle brutture, che quotidianamente ci vengono mostrate, mondi pieni di bellezza e armonia, di magia e meraviglia. Per questo ho scritto “Re dell’Estate”, per suscitare emozioni positive nei lettori, per ricordare loro il colore della felicità.

 

Una piccola curiosità: perché le piacciono tanto i pesci?

Oh! E’ una vecchia storia. In casa mia c’è sempre stato un acquario, io sono nata sotto il segno dei Pesci, la fiaba che ho sentito raccontare più spesso era “Il Pesciolino d’oro” di Pushkin, mi piacciono i laghi e i fiumi e mi piace l’acqua in generale. E’ l’elemento magico per eccellenza che schiude i cancelli di mondi inesplorati che custodiscono grandi segreti e pesci dalle forme e livree terribili e incantevoli. Ed è proprio ciò che accade nel quinto capitolo del “Re dell’Estate” quando AnnaGiulia si tuffa nel lago e riemerge tra le braccia della Regina della Primavera. Per il resto mi piacciono molto i pesci d’acqua dolce, soprattutto gli Oranda per la loro forma tondeggiante, le morbide pinne caudali e i grandi occhi acquosi.

 

19 settembre 2012

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