Addio a Camilleri

I libri più belli di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri ha lasciato un vuoto grandissimo nel nostro panorama letterario. Ecco una selezione dei suoi libri più belli
I libri più belli di Andrea Camilleri

MILANO – Per ricordare il maestro Andrea Camilleri, ci siamo cimentati in un’impresa non facile: nell’ambito della vastissima produzione del maestro siciliano, morto il 17 luglio 2019, abbiamo raccolto i suoi libri più belli.

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Il giro di boa

L’inchiesta più dura del commissario Montalbano comincia con un cadavere pescato per caso in alto mare, un corpo con i polsi e le caviglie profondamente incisi e mezzo decomposto. Il cadavere anonimo è destinato a restare senza pace di giustizia, archiviato da banale caso di clandestino annegato. Ma per il commissario è una sfida, che lo scuote dal proposito di dimettersi, e lo spinge per la rischiosa strada di un’inchiesta doppia, su delitti apparentemente indipendenti e accomunati solo dall’infame ferocia che lasciano immaginare.

Il ladro di merendine

C’è un legame tra due cadaveri: quello di un tunisino annegato e quello di un commerciante di vino di Vigàta accoltellato dentro l’ascensore. Il legame è rappresentato dal piccolo François, per Montalbano: e l’orrore che scopre gli afferra l’anima più di un fatto personale.

La luna di carta

«L’idea di ‘La luna di carta’ mi venne in mente dopo un incontro fortuito con un amico che non vedevo da trent’anni il quale mi raccontò d’avere scoperto un giorno che tanto Anna, sua moglie, quanto Giulia, la giovane amante, non solo avevano fatto conoscenza ed erano diventate amiche, non solo lo tradivano sistematicamente con altri, ma l’ingannavano quotidianamente mentendo su tutto, anche sulle cose più ovvie, così, per il puro piacere di ridere poi alle sue spalle. Allora mi chiesi: e se mettessi il commissario Montalbano nella condizione di trovarsi in mezzo a due donne egualmente astute e dalle quali si sente fortemente attratto?» (Andrea Camilleri).

La forma dell’acqua

Il primo caso del commissario Montalbanp è un omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica. Un omicidio eccellente seguito da un altro, che – secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata, ha la forma dell’acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta, anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente.

La concessione del telefono

«Nell’estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia» (Andrea Camilleri).

Il birraio di Preston

In questo libro il fatto vero, conosciuto dalla celebre Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76, è il susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi, di inaugurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera lirica, Il birraio di Preston.

La voce del violino

“La voce del violino” è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d’altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano – delle cui vicende private rimaste in sospeso ne Il ladro di merendine seguiamo lo svolgersi – dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.

La danza del gabbiano

Una misteriosa scomparsa turba il commissario Montalbano, e proprio mentre sta per andare in vacanza con Livia: Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini, non è tornato a casa e il suo cellulare è muto.

La caccia al tesoro

Enigmi, sciarade e aneddoti cifrati per il commissario di Vigàta. Strane lettere anonime con istruzioni per una caccia al tesoro stuzzicano la curiosità di Montalbano. Il gioco però si fa tenebroso e «sprofonda in abissi cupi e sordidi». Una storia inquietante, cruenta, con un commissario più incline alla riflessione e che questa volta rischia davvero grosso.

La mossa del cavallo

Uno dei più intelligenti, spassosi, esemplari romanzi di Camilleri, pubblicato per la prima volta nel 1999 e oggi considerato un «classico». Sellerio lo ripropone con una Nota dell’autore appositamente scritta per questa edizione.

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