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Dacia Maraini, la rivoluzione gentile e l’impegno nei confronti delle donne

Compie oggi gli anni Dacia Maraini. Sensibile e attenta alle tematiche sociali, l'autrice ha costruito ponti culturali condividendo i valori universali che riguardano la sacralità della persona umana.

Compie oggi gli anni Dacia Maraini. Nata il 13 novembre 1936 a Fiesole sotto il segno della rivoluzione gentile, (non è un caso se, nello stesso giorno, si celebra la giornata mondiale della gentilezza) la Maraini è  un’autrice letteraria tradotta in tutto il mondo e candidata più volte al Nobel per la letteratura.

L’impegno nei confronti dell’universo femminile

Sensibile e attenta alle tematiche sociali, Dacia Maraini ha costruito ponti culturali condividendo i valori universali che riguardano la sacralità della persona umana, dando voce a quelle donne alle quali viene ferocemente negata e strappata l’identità.

Donne senza nome, vittime della società tirannicamente patriarcale e misogina che agisce in maniera rapinatoria e sfruttatrice. Donne violentate e desacralizzate nei loro diritti a essere donne libere di poter esprimere e sperimentare le loro forze nel mondo.

Attraverso le sue battaglie sociali sensibilizza e contribuisce a far cadere i confini imposti dal potere normativo ed egemone del maschilismo patriarcale ghettizzante ed emarginante del femminile annullandolo e sopprimendolo, aprendo invece lo spazio verso una democrazia dove le identità tutte siano accolte e riconosciute nella loro unicità. Denuncia il potere performativo del linguaggio che produce ciò che dice in difesa dell’etica universale.

L’invito alla partecipazione e all’ascolto

Dacia Maraini afferma come le battaglie comuni, condotte dal basso e mantenute vive con tutti i mezzi, servono. Anche se non eliminano le ingiustizie, possono correggerle là dove le leggi diventano apertamente persecutorie e ancora aggiunge l’indignazione e la solidarietà internazionali possono mostrarsi ancora più determinate e insistenti.

Perché non obbediscono a nessuna legge, a nessuna ideologia, a nessun partito, ma si riferiscono solo a un sentimento umano: quello della pietà.

La scrittrice si schiera contro gli analfabeti emozionali e di pensiero appellandosi all’intelligenza e all’umanità cercando di migliorarne la sensibilità invitando a reagire, a protestare, a partecipare in prospettiva comunitaria all’ascolto e al ragionamento in ottica autenticamente democratica.

I libri di Dacia Maraini

Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e disponibili in BUR, tradotti in oltre venticinque Paesi. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con “La lunga vita di Marianna Ucrìa” e nel 1999 il Premio Strega con “Buio“.

Il suo ultimo libro è “Una rivoluzione gentile“. In questa sua opera, l’autrice sottolinea come, in quest’epoca di incertezza e di paura, si abbia bisogno di un antidoto all’odio.

Ma si può lottare per la giustizia sociale e climatica, per il rispetto delle donne e in favore della solidarietà usando come arma, semplicemente, la gentilezza? È la sfida che l’autrice lancia nel suo libro, che racchiude sette anni di riflessioni apparse sulla stampa nazionale.

Accompagnandoci nel suo universo intellettuale e civile, la scrittrice in questo libro ci rende partecipi del suo sguardo sul mondo. Oltre la lotta contro la violenza e i femminicidi, i rapporti delle donne con la Storia e il patriarcato, la maternità, la libertà di pensiero e le sue contraddizioni, la scrittrice tocca temi come l’ambiente come punto focale del nostro orizzonte, l’importanza della salvaguardia dell’acqua, delle piante, degli animali e le scelte in campo alimentare che fanno la differenza.

L’insegnamento di Dacia Maraini

Passare all’azione e alla diffusione della cultura del rispetto verso il diverso da Sé che coincide con il rispetto per se stessi.

È educando lo sguardo che si può contrastare la frammentizzazione del pensiero, affinché si possano cambiare i rapporti tra le persone.

Un invito quello della Maraini a investire nella diplomazia e a una presa di coscienza per un’autentica etica della convivenza superando l’individualismo e l’egoismo per la costruzione di un futuro unificante inteso come forma di sviluppo umano, di partecipazione e diffusione culturale del rispetto e attenzione verso l’Altro da Sé.

Maria Laura Chiaretti

photocredits: Elena Ternovaja

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