Ciao Maestro

Gigi Proietti dalla A alla Z, perché è un artista speciale

Abbiamo chiesto allo scrittore romano Massimo Roscia di descriverci "Gigi Proietti dalla A alla Z", scegliendo un aggettivo per ogni singola lettera dell'alfabeto.
Gigi Proietti dalla A alla Z, perché è un artista speciale

Difficile descrivere Gigi Proietti con un aggettivo o identificarlo con un singolo personaggio da lui interpretato. Forse non basterebbe nemmeno un dizionario. Tuttavia, abbiamo chiesto allo scrittore romano Massimo Roscia di descriverci “Gigi Proietti dalla A alla Z”, scegliendo un aggettivo o una parola per ogni singola lettera dell’alfabeto, al fine di descrivere le diverse sfaccettature dell’attore romano purtroppo scomparso oggi.

Gigi Proietti dalla A alla Z

A
AFFASCINANTE
Chiedetelo alle donne.

B
BRAVISSIMO
Anche il superlativo assoluto gli sta stretto.

C
CORROSIVO
Così acuto, ironico e mordace, da ‘corroderti’ con una sola parola. Ma sempre con il sorriso.

D
DIVINITÀ
Un vero dio. A teatro poi…

E
ECLETTICO
Comico, drammatico, tragico… Può fare e sa fare tutto.

F
FAMILIARE
Un padre, un nonno, uno zio, un fratello… Insomma, uno di famiglia.

G
GENEROSO
Ha sempre dato tutto; a volte anche di più.

H
HOLLYWOODIANO
Il vero hollywoodiano de Noantri.

I
INIMITABILE
Che, per uno che fa imitazioni straordinarie, è il massimo.

L
LEGGERO
Perché, come dice lui, la leggerezza, al pari della perfezione, è una categoria difficile da raggiungere ma bisogna provarci.

M
MANDRAKE
Maestro, mattatore, magico, multiforme, migliore… In questo caso nessun aggettivo, solo Mandrake.

N
NUN
Nun me romp’er ca’.

O
ONIRICO
Con te abbiamo sognato, sogniamo e sogneremo.

P
PIACIONICO
Che poi sarebbe… acchiappesco.

Q
QUASI
Quasi quasi quasi mi rivedo la Tosca di Luigi Magni. Per la millesima volta. Nun je da’ retta Roma, che t’hanno cojonato…

R
RIVOLUZIONARIO
Sempre radicalmente nuovo, nella forma e nei contenuti.

S
SIGNORE
Signore, un vero signore.

T
TRIS
King, Soldatino e D’Artagnan.

U
UNICO
C’è poco da aggiungere.

V
VIVI
Come dice lui: “Vivi, lascia vivere, ma soprattutto… nun te fa’ pijà per culo”.

Z
ZERO
Zero lacrime e nessun addio, solo un Arriveduar.

Nota a margine dell’Autore: tutti i tempi verbali sono intenzionalmente coniugati al presente.

 

Foto autografa di Gigi Proietti (da proveperunsito.it)

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