Canzoni come poesie

“Le tasche piene di sassi”, la canzone che Jovanotti dedicò a sua madre

Ecco l'analisi delle parole di questa emozionante canzone che Jovanotti dedicò nel 2011 alla madre appena scomparsa
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Riaffiorano in noi le parole di una emozionante canzone di Jovanotti, dal titolo “Le tasche piene di sassi”. Scritta per la madre scomparsa, premio Mogol nel 2011, la canzone esprime il senso di solitudine e smarrimento di fronte alla perdita di una figura fondamentale come un genitore. 

La dedica alla madre scomparsa

La canzone è dedicata a Viola Cardinali, madre del cantautore, morta un anno prima dell’uscita del disco. Per raccontare il dolore profondo causato dalla perdita, Jovanotti immagina di tornare bambino, di trovarsi davanti a scuola, aspettando invano la mamma che non arriverà. 

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti a scuola
Mi vien da piangere
Arriva subito
Mi riconosci ho le scarpe piene di passi
La faccia piena di schiaffi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

L’amore materno che dà senza chiedere nulla in cambio

L’amore materno è rappresentato dall’autore  attraverso una splendida immagine floreale. Come fiori, le madri sbocciano e si donano in libertà. L’immagine dell’amore assoluto, che dà, senza ricevere. L’amore che inonda il mondo, senza chiedere nulla in cambio. 

Sbocciano i fiori sbocciano
E danno tutto quel che hanno in libertà
Donano non si interessano
Di ricompense e tutto quello che verrà.

Lo smarrimento di fronte alla perdita della mamma

L’attesa si prolunga e Jovanotti la canta con l’innocenza commuovente del bambino che è dentro ciascuno di noi. Il bambino si sente sempre più triste e smarrito. Invoca la madre, la sua presenza. Ancora non può cavarsela da solo, ancora ha bisogno di guardare il mondo attraverso gli occhi di sua madre. Ancora ha bisogno che sua madre gli sia maestra, che lo guidi lungo la strada accidentata della vita, che gli insegni a “leggere”.

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere vienimi a prendere
Mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

 

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