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Leonardo, il giudizio dei critici d’arte Sgarbi e Nannipieri sulla fiction

La seconda puntata della fiction su Leonardo ha registrato un discreto successo di pubblico. Abbiamo raccolto le opinioni di due tra i più noti critici d'arte italiani: Vittorio Sgarbi e Luca Nannipieri.

Il secondo episodio della serie tv “Leonardo”, andato in onda martedì 30 marzo su Rai 1, ha raggiunto 5,8 milioni di spettatori con il 23,9% share. Un successo di pubblico, quello legato al genio italiano di Leonardo interpretato da Aidan Turner, che però divide addetti ai lavori e critici d’arte. Abbiamo raccolto i pareri e le opinioni di due tra i più noti in Italia: Vittorio Sgarbi e Luca Nannipieri.

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Un film pieno di carenze ed errori

Già dopo la messa in onda del primo episodio della fiction Leonardo, Vittorio Sgarbi che in una intervista al “Quotidiano Nazionale” ha parlato di “spettacolo indignitoso”. “Si parte con uno sbaglio: la serie racconta di un arresto per omicidio di Leonardo, accusato di aver avvelenato Caterina da Cremona. Una cosa mai avvenuta…Forse chi ha scritto la sceneggiatura l’ha confuso con Caravaggio”, commenta Sgarbi.

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Secondo il noto critico d’arte, nella fiction tv Leonardo “viene dipinto come un uomo insicuro, uno sfigato pieno di dubbi e turbamenti, mal rappresentato anche nella scena in cui bacia un altro uomo”. Rappresentare l’omossessualità nelle fiction secondo Sgarbi è stato un modo sbagliato di trasferire la mentalità odierna in un’epoca in cui con c’era un problema di diritti. Oltre a criticare la scelta dei costumi e delle ambientazione, Sgarbi in conclusione sottolinea che quella in onda in questi giorni su Leonardo è “un film indegno per carenze storiche ed errori grossolani”.

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Il parere di Luca Nannipieri su Leonardo

Più clemente nei giudici relativi alla fiction, pur sottolineandone la mancanza di aderenza storico-documentale, è Luca Nannipieri. “Leonardo in onda su Raiuno è un’ottima fiction che fa ciò che deve fare una fiction: e cioè fingere. Leonardo è solo il pretesto – il nome pop di richiamo mondiale – per trattare i temi cari alla nostra epoca. Lo faceva supremamente anche Shakespeare: il suo Riccardo III non è documentario. È fiction, cioè finzione assoluta. Ovviamente la differenza tra Shakespeare e la serie su Leonardo sta nel respiro, nella diversa vastità d’orizzonte a cui ambiscono i due lavori. Shakespeare prende la vita di Riccardo III e la porta in un vortice impressionante di quesiti sul genere umano. La serie TV prende Leonardo e fa ciò che fanno regolarmente le serie TV, ovvero rendono appetibile per un largo pubblico una figura al fine di mitizzarla ancora di più, a prescindere dall’aderenza storico documentale alla sua vita, che ripeto in una fiction non serve affatto.”

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Secondo il critico d’arte Luca Nannipieri le fiction su Leonardo, come sui Medici, sugli Sforza, su Michelangelo, su Ligabue, non vanno prese come fossero libri di storia tramutati in immagini, ma al contrario vividi tradimenti. “Una fiction ha tanto più risalto quanto più tradisce la vita e i documenti storici. La prossima fiction su Caravaggio deve prevedere il cellulare e l’ipad in mano al pittore.”

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