Film da vedere

“Sliding doors”, il film che racconta il potere del destino

Chi di noi almeno una volta non si è chiesto "Come sarebbe andata a finire, se...?". A rispondervi è il bellissimo film del 1998 "Sliding doors" di Peter Howitt

Chi di noi almeno una volta non si è chiesto “Come sarebbe andata a finire, se…?”, una domanda che nasce di fronte all’imprevedibilità della vita, alle sue coincidenze, al destino che si cela dietro le porte che si aprono o chiudono davanti a noi. Sono le porte del destino e a spalancarle è un bellissimo film del 1998, Sliding doors di Peter Howitt.

La storia di “Sliding doors”

La giovane Helen è appena stata licenziata. Esce prima dall’ufficio e corre a prendere la metropolitana. Ma è proprio qui, per una manciata di secondi, che la sua vita può cambiare direzione per sempre. Helen perde per un soffio la metropolitana, risale sul marciapiede, viene aggredita, portata per la medicazione in ospedale e quando finalmente riesce ad arrivare a casa trova Gerry, lo scrittore con cui vive, sotto la doccia, intento a prepararsi per la sua giornata di lavoro. Ma c’è anche la Helen che riesce a salire sulla metropolitana, ad arrivare a casa molto prima del solito e a sorprendere Gerry a letto con Lydia, la sua ex-fidanzata. Da questo momento le due storie si sviluppano separatamente ma in realtà intrecciandosi negli stessi luoghi, negli ambienti, negli incontri con le stesse persone. Riusciranno le due Helen a incontrarsi nuovamente? Come quell’istante cambierà il destino della protagonista?

Caso o destino?

Caso o destino? E’ il dilemma che scuote da sempre l’essere umano posto davanti alle coincidenze della vita. Ce lo chiediamo quando sfioriamo una tragedia, o quando ci accade qualcosa di straordinario. Ma c’è un momento in cui questa domanda arriva sempre e tempestiva: quando ci innamoriamo. Perché il solo pensiero che una pura casualità avrebbe potuto allontanarci da quell’incontro fatale, ci sembra impossibile. Così accade alla giovane Helen, la cui vita sembra cambiare irrimediabilmente per una manciata di secondi nella metropolitana londinese. Ma, alla fine, è proprio l’amore a ricongiungere i molteplici destini della protagonista in un solo e unico punto: l’incontro con James.

Cogliere il destino

Ma se davvero la vita è una pagina scritta, che importanza assumono le nostre scelte? i gesti che compiamo ogni giorno? Forse non si tratta di destino in senso assoluto, ma della nostra capacità di assecondarlo. Di percepire le vibrazioni intorno a noi e farci guidare da esse. Di saper cogliere uno sguardo, un accenno, un sorriso. Di lasciarci avvicinare e sorprendere anche dalle persone che non conosciamo.
Come nella bellissima scena che chiude “Sliding doors”, quando Helen è in ascensore con l’ancora sconosciuto James. A Helen cade un orecchino e James lo raccoglie gentilmente. Poi, uno sguardo.

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