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Lucio Dalla, i versi più celebri tratti dalle sue canzoni

Ci sono dei versi cantati dal musicista bolognese che sono rimasti scolpiti nella mente di tutti. Rileggiamoli insieme

Sarebbe impossibile citare tutti i versi cantati da Lucio Dalla nel corso della sua lunga e grande carriera,  ma ci sono dei versi, cantati dal musicista bolognese, che sono rimasti scolpiti nella mente di tutti.

Lucio Dalla, i versi più celebri tratti dalle sue canzoni

Lucio Dalla nacque il 4 marzo del 1943 e ci ha lasciati esattamente anni fa, il 1° marzo 2012. Lo ricordiamo oggi attraverso i versi più celebri delle sue canzoni.

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“Ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte” (Caruso,1986)

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“A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io / Avrei bisogno di pregare Dio / Ma la mia vita non la cambierò mai mai, a modo mio quel che sono l’ho voluto io” (Piazza Grande, 1971)

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“Poi la notte col suo silenzio regolare / quel silenzio che a volte sembra la morte / mi dà il coraggio di parlare / e di dirti tranquillamente / di dirtelo finalmente che ti amo / e che di amarti non smetterò mai”Chissà se lo sai, 1985)

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“È eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato” (Siamo dei, 1980)

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“Andare senza meta e vagare / per i paesi e le città / sognare ad occhi aperti anche per ore / così incontrai la musica / per non lasciarla mai / e questa sì che è libertà” (Zingaro, 2001)

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“Penso a delusioni, a grandi imprese, a una thailandese. Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” (Disperato erotico stomp, 1977)

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“E’ chiaro / Che il pensiero dà fastidio / Anche se chi pensa / E’ muto come un pesce / Anzi un pesce / E come pesce è difficile da bloccare / Perché lo protegge il mare” (Come è profondo il mare, 1977)

 

“Ma l’America è lontana / dall’altra parte della Luna / che li guarda e anche se ride / a vederla mette quasi paura / e la Luna in un silenzio / ora si avvicina / con un mucchio di stelle / cade per strada” (Anna e Marco, 1979)

 

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“Anna e Marco” di Lucio Dalla: il manifesto dei giovani di ogni tempo

“Anna e Marco” di Lucio Dalla è la canzone che racconta di due ragazzi dubbiosi e irrequieti sul loro futuro

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“Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò / In una sera buia sporca fredda / Brutta come questa / Forse ti chiamerò perché vedi / Io credo che l’amore è l’amore che ci salverà / Vedi io credo che l’amore è l’amore che ci salverà” (Henna, 1994)

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“Invece pensami tra vent’anni pensami / Io con la barba più bianca / E una valigia in mano / Con la bici da corsa / E gli occhiali da sole / Fermo in qualsiasi posto del mondo/ Chi sa dove” (Telefonami tra vent’anni, 1981)

 

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Il significato di “Attenti al lupo”, la canzone di Lucio Dalla che ci porta nel mondo delle fiabe

Una filastrocca che, dietro l’apparente leggerezza, cela un significato profondo, che ha a che fare con l’amore e con la morte

 

Lucio Dalla

Lucio Dalla è stato un cantautore, compositore, polistrumentista e attore italiano. Musicista di formazione jazz, è stato uno dei più innovativi e versatili cantautori della musica italiana. Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti, si è addentrato in vari generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale. Autore inizialmente solo delle musiche, si è scoperto in una fase matura anche paroliere e autore dei suoi testi. Nell’arco della sua carriera, che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha sempre suonato il pianoforte, il sassofono e il clarinetto, strumenti, questi ultimi due, da lui praticati fin da giovanissimo.

La sua produzione artistica ha attraversato più fasi: dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore. Conosciuto anche all’estero, alcune sue canzoni sono state tradotte e portate al successo in numerose lingue. L’attività musicale di Dalla può essere racchiusa in quattro ampi periodi: “le origini jazz e le varie partecipazioni sanremesi” (tra il 1962 e il 1972), la “collaborazione con Roversi” (tra il 1973 e il 1976), la “maturità artistica” (tra il 1977 e il 1996) e la “fase pop” degli ultimi anni, alternata da varie incursioni nella musica colta e accademica.

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