Redazione Libreriamo
Chiedere a una persona cosa sta leggendo equivale a chiederle chi è e chi sarà in futuro. Ecco cosa impariamo veramente dai libri
Nelle grigie giornate piovose, quando l’umidità e il freddo erano particolarmente insidiosi, ci si andava a sdraiare dietro ai tecnigrafi, coperti da cappotti, giacche, sciarpe e guanti ammucchiati apposta per garantire riparo dalla luce e per ammorbidire il giaciglio. La voce del professore giungeva da lontano, come una ruvida ninna nanna che parlava di cavi elettrici, isolanti, resistenze, alternatori e differenze di potenziale anziché di lupi neri, cappucci rossi, nonne malate… selve oscure. Mancando orditi e tessuti, assecondavamo il suono e ci addormentavamo alla svelta recuperando le ore della notte; ore macilente, perse nel buio a girovagare senza una meta Read more...
Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, ha rilasciato una dichiarazione che fa già discutere: introdurre un biglietto di ingresso al Pantheon.
Da Jo Nesbo a Ian McEwan, da Emmanuel Carrere ad Alessandro Mari, dalla Rowling ad Alessandro Robecchi, ecco cosa leggeremo nel 2017
Insicurezza, solitudine e inadeguatezza: queste le tre parole chiave con le quali il sociologo Zygmunt Bauman, ha sintetizzato la crisi del tempo presente nella lectio magistralis “Genitori e figli"
Riconquista il gradino più alto del podio il Leopardi di Alessandro D'Avenia, facendo scendere al secondo posto i "paranzini" di Roberto Saviano
"Il caso Malaussène", il nuovo libro di Daniel Pennac, è appena uscito in Francia per l'editore Gallimard. Lo potremo leggere in italiano in primavera
Le immagini ipnotiche delle opere di Li Hongbo fanno pensare a qualche rielaborazione grafica, mentre la magia è data da carta, colla e precisione.
Dal 14 gennaio al 1 aprile si terrà alla Galleria del Cembalo la mostra della fotografa palermitana Lia Pasqualino dal titolo "Attraverso".
Guardai dentro dalla finestra che dava sul giardino. In punta di piedi, i nervi tesi e il collo tirato, mi sporsi il più possibile. I vetri, anche se un po’ offuscati dalla polvere, restituivano abbastanza nitidamente l’interno della grande villa. Sotto i miei piedi c’erano dei legni secchi, cercai di non fare alcun rumore, anche se tutto mi lasciava supporre che nessuno avrebbe potuto udirlo. Sembrava abbandonata. Quasi non respiravo, forse per quell’emozione inaspettata. Riuscii a scorgere delle vecchie tende strappate che forse un tempo erano state bianche. Una era per terra che copriva come un sudario un bel pavimento Read more...