Redazione Libreriamo

17 Febbraio 2017

"Mi raccomando raccoglile tutte!" disse la madre a Timothy. Era un giorno caldo quello in cui la madre chiese al figlio di raccogliere le mele cadute dall'albero, piantato sul retro del giardino di casa. Erano giorni che le mele si erano posate sul soffice prato, la madre temeva che colonie di formiche le avrebbero mangiate prima di loro se qualcuno non le avesse tolte di li, lei era troppo indaffarata per farlo cosi chiese al figlioccio di sbrigare lui la faccenda. Al contrario di lei non aveva impegni, passava la giornata a bighellonare, come del resto fanno tutti i ragazzi Read more...

17 Febbraio 2017

Diciamo sempre che i romanzi sono in grado di cambiare la nostra vita ma fino a che punto questo è vero? E soprattutto in che misura?

15 Febbraio 2017

"Abbiamo bisogno di stupidi sorrisi per dimenticare il tempo", scrive Valerio Callieri nel suo primo romanzo, "Il teorema dell'incompletezza". L'intervista

15 Febbraio 2017

Milano deve molto allo scrittore e intellettuale Umberto Eco e dobbiamo trovare il modo di manifestare la nostra riconoscenza alla sua memoria

15 Febbraio 2017

A Pove del Grappa, un paese di 3083 persone all'anagrafe c’è una bambina che in dodici mesi ha preso in prestito dalla biblioteca 212 libri

14 Febbraio 2017

"Ci proviamo tutti a spiccare il volo, per poi la sera ripararci sotto le pergole dei nostri piccoli gesti quotidiani", scrive Lorenzo Marone

14 Febbraio 2017

Ogni città ha la sua identità. Secondo Rick Yancey "le città sono qualcosa di più della somma delle loro infrastrutture"

13 Febbraio 2017

Nel Palazzo Arti Napoli inaugurava il 5 ottobre 2012, per iniziativa di Nati per Leggere Campania, uno spazio dedicato ai bambini, che qui possono scambiarsi i loro libri e ascoltare le storie lette per loro dai volontari

13 Febbraio 2017

È successo due settimane fa ma la polizia inglese l'ha reso noto soltanto ieri. Con una tecnica che pare ispirata a "Mission impossibile"

12 Febbraio 2017

27 giugno 2016 Mi svegliai come al solito in tarda mattinata, ma questa volta tutto era diverso. Gli assi di legno marcio e scolorito non proteggevano più la mia testa, non vedevo il pupazzo che mi aveva regalato nonna, né sentivo le urla di mia madre che litigava con papà. Di urla, a dire il vero, ne sentivo altre, ma non erano le sue, non le conoscevo quelle voci. “Dove sono? Non è casa mia, cosa ci faccio qui? Dove mi avete portato?” Il panico mi assale e fra mille dubbi la prima cosa che faccio è cercare la mia Read more...