La citazione del giorno

“Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste” di Carver

Ognuno di noi è le parole che sceglie. Ce lo ricorda Raymond Carver, fra i più grandi scrittori americani del nostro secolo
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Proveniente da famiglia di umili origini, fin dalla giovane età Carver si barcamena tra le più disparate occupazioni, coltivando al tempo stesso una grande passione per la lettura e la scrittura. La sua vita ci insegna che non esistono scuse per dedicarsi ai propri talenti e inseguire i propri sogni. Come suggerisce la frase, infatti, Raymond Carver ha affidato il suo riscatto personale unicamente alle parole, riconoscendone il potere incredibile. 

Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste.

Vita di Raymond Carver

Scrittore, poeta e saggista, Raymond Carver nasce il 25 maggio del 1938 a Clatskanie, nell’Oregon, in una famiglia di umili origini. Il padre è affilatore in una segheria, mentre la madre è una cameriera. Cresciuto a Yakima, si impegna sin da ragazzo in molti lavoretti, e nel frattempo sviluppa una forte passione per la scrittura e per la lettura. Nel giugno del 1957 Raymond Carver sposa Maryann, che pochi mesi più tardi lo rende padre di Christine Rae. Persuaso dalla moglie a proseguire gli studi, Carver si iscrive ai due anni propedeutici all’Università di Walla Walla. Inizia poi a frequentare i corsi di scrittura creativa e letteratura del Chico State College, dove insegna John Gardner. Alla fine degli anni Sessanta, vede pubblicata “Near Klamath”, la sua prima raccolta di poesie. Vincitore nel 1969 del Discovery Award per la poesia, si trasferisce con la famiglia in California.  Ricoverato al Virginia Mason Hospital, Carver muore il 2 agosto del 1988 nella sua casa di Port Angeles. Il suo corpo viene seppellito all’Ocean View Cemetery, nello stesso giorno in cui la Collins Harvill a Londra pubblica ‘Elephant and other stories’.

Il potere delle parole

Se la civiltà nasce e si costruisce sulla parola, abbiamo il dovere di interrogarci sul potere che essa esercita nella nostra vita. Parola che da una parte influenza il nostro modo di pensare e conseguentemente di agire, ma che è anche lo specchio di chi siamo e di come scegliamo di definirci agli occhi degli altri. Come dice la sociolinguista Vera Gheno nel suo libro “Potere alle parole“, ognuno di noi è le parole che sceglie. “Conoscerne il significato e saperle usare nel modo giusto e al momento giusto ci dà un potere enorme, forse il più grande di tutti”.

Cattedrale di Raymond Carver

Come descrivere una cattedrale medievale a chi non vede? Si può superare una crisi senza apparenti vie d’uscita? Raccontarsi a un orecchio amico aiuta davvero a voltare pagina e ricominciare? E dove trovare, nella tragedia e nella difficoltà, nel lutto e nell’abbandono, quei piccoli appigli che permettono di andare avanti? Il cuore dell’ultima raccolta di Carver, e dei suoi dodici racconti, sta tutto nella risposta a questi interrogativi: nella possibilità di lasciarsi sorprendere dall’imprevedibilità della condivisione e del contatto umano.

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