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Patrick Zaki

Chi è Patrick Zaki e perché ne chiedono tutti la scarcerazione

Patrick Zaki è uno studente incarcerato in Egitto da oltre un anno. Dopo una sua testimonianza dall'interno del carcere, anche il governo italiano si mobilita per lui

L’aula del Senato ha appena approvato con 208 voti a favore, 33 astenuti e nessun contrario l’ordine del giorno che impegna il governo “ad avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana”. Da più di un anno, ormai,  Patrick Zaki è in carcere al Cario. In queste ore sono state diverse le sue dichiarazioni e quelle delle fidanzata. La società civile si mobilita per chiederne la scarcerazione. Scopriamo insieme chi è e quale è la sua storia. 

L’incarcerazione di Patrick Zaki

Patrick Zaki ci scrive dal Cario «Sto resistendo Grazie per il supporto di tutti». Egiziano di origine, studiava a Bologna da Settembre 2019 per un master, venne fermato dalla Polizia locale non appena aveva messo piede in Egitto. Era tornato al Cairo per una breve vacanza e per vedere i genitori. Dopo la sua scomparsa e le torture, l’8 febbraio 2020 è stato formalizzato lo stato di arresto dallo Stato.  Accusato propaganda sovversiva al terrorismo, per alcuni post sui social da un account che il ricercatore dice non essere di sua proprietà. Ancora oggi, l’Italia e il mondo si mobilitano per la sua scarcerazione. Persino Amnesty con “Voci X Patrick” di Amnesty ha iniziato una petizione per la sua libertà.

Le notizie dal carcere

Nelle ultime ore Zaki ha ricevuto la visita della sua fidanzata. A quest’ultima quale ha consegnato il libro “Cent’anni di solitudine”, lasciandole dentro un biglietto. La sua situazione è in stallo e lui si sta adattando – da quello che ci riportano – alimentandosi con la speranza di uscire presto. Su Facebook dagli attivisti della campagna Patrick Libero scrivono:

“Sembrava stare bene in generale, ma era confuso su ciò che è successo nell’ultima udienza, sapeva che la sua detenzione era stata rinnovata di 45 giorni, ma non che i suoi avvocati avevano presentato appello per far cambiare la Corte che si occupa del suo caso. La fidanzata gli ha detto che l’appello era stato respinto” hanno scritto su un post del Social Network. Sul Corriere si legge che Patrick ha raccontato che mentre stava lasciando il carcere per recarsi in tribunale, « il direttore della prigione lo ha fermato e gli ha detto che non gli permetterà di entrare di nuovo finché non si sarà tagliato i capelli, mentre rideva con gli altri agenti di polizia intorno a lui».

L’egitto e i diritti umani (che non ci sono)

Sul sito dell’ISPI, si leggono statistiche agghiaccianti sulla questione dei diritti umani in Egitto.
Ci sono tra i 60 e 100 mila i prigionieri politici nelle carceri Egiziane, facendo salire il paese al terzo posto nel mondo (dopo la Cina e la Turchia) per numero di giornalisti incarcerati. Si stima che dal 2014, sono scomparsi ben 1058 oppositori. 

L’Italia su questo ha delle ferite aperte, soprattutto dopo il doloroso precedente di Giulio Regeni, ben lontano dall’essere risolto. Per questo motivo, è stata avviata anche una campagna di raccolta firme online per dare la cittadinanza italiana onoraria a Patrick Zaki. Un primo passo per richiedere il forte intervento delle istituzioni, ovvero “passare dalle parole ai fatti”.

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