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Cesare Pavese e Fernanda Pivano, un amore non corrisposto

L'amore di Cesare Pavese per Fernanda Pivano è sicuramente uno dei più sentiti della nostra letteratura, nonostante Fernanda non lo ricambiasse

Oggi vogliamo ricordare Cesare Pavese, uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nato a Santo Stefano Belbo il 9 settembre del 1908 e morto il 27 agosto del 1950. La sua vita fu, fin dall’infanzia, segnata dal dolore con la prematura morte del padre e la malattia della madre. Pavese non riuscì mai a colmare quel vuoto d’amore che tanto lo consumava come egli stesso raccontava nelle sue poesie. In questo articolo vi raccontiamo del rapporto tra l’autore e un’altra figura fondamentale del nostro panorama letterario, ovvero Fernanda Pivano, di cui Cesare si innamorò perdutamente ma che non fu mai davvero ricambiato.

Il primo incontro consacrato nel nome della letteratura 

Era il 1935 quando un ventiseienne Cesare Pavese lavorò come supplente nel Liceo D’Azeglio di Torino. Tra i suoi allievi una, in particolare, si sarebbe successivamente distinta nel panorama culturale appassionandosi ai talenti d’Oltreoceano, della Beat Generation: Fernanda Pivano. Proprio lei affermerà di ave avuto “lo straordinario privilegio” di ascoltare Pavese mentre “leggeva Dante o Guido Guinizzelli e li rendeva chiari come la luce del sole”. Finita l’esperienza di supplente le loro strade si divisero. Lei proseguì i suoi studi, lui con l’accusa di antifascismo, venne prima arrestato e poi mandato al confino per tre lunghi anni. 

 

Ritrovarsi con le stesse passioni

Nel 1938 Cesare e Fernanda si ritrovano e iniziano a frequentarsi assiduamente nel nome della letteratura. Proprio lui le consiglierà gli scritti di Ernest Hemingway, Walt Whitman, Sherwood Anderson ed Edgar Lee Masters, autori che le avrebbero cambiato la vita. La loro passione comune per lo studio e per la letteratura fece nascere un rapporto di amicizia sempre più intimo che per Pavese sbocciò in un potente innamoramento. quel tipo di amore che comprende tutto, dalla bellezza esteriore a quella di mente e spirito. Fernanda però non ricambia questa intensità di sentimenti, scriverà nei Diari che l’atteggiamento ambiguo di lui , dovuto soprattutto alla timidezza, non la convincevano del tutto.

Le proposte di matrimonio

Tra Cesare e Fernanda, ad ogni modo, qualcosa di profondo continua a crescere, seppur nessuno dei due sappia bene di cosa si tratti e come gestirlo. A questo punto Cesare Pavese proporrà all’amata Fern di sposarlo. È  il 26 luglio del 1940, ma Fernanda Pivano rifiuta, così come rifiuterà al secondo tentativo dello scrittore del 10 luglio 1945. Lo stesso Pavese inciderà sul frontespizio di “Feria d’agosto” le due date. Dedicherà a Fernanda Pivano anche le poesie “Mattino”, “Notturno” e “Estate”. Lei, da anni innamorata dell’architetto Ettore Sottsass, lo sposerà nel 1949, per poi trasferirsi a Milano. Da questo momento per Pavese, è l’inizio della fine.

Cesare Pavese e la scelta della morte

Sopraffatto e tormentato costantemente “dall’inquieta angoscia”, Pavese sceglie di ribellarsi ad una vita di delusioni, una vita che non è stata in grado di essere all’altezza di una determinata sensibilità. È così che il 27 agosto del 1950 Cesare Pavese, solo ancora una volta, decide di morire. Annientato dalla sofferenza e da quella solitudine che infimamente si intrufola nella vita delle persone senza lasciare scampo, Pavese ingerisce una dose letale di sonniferi.

“Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla”

Alice Turiani

 

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