Discorso sulla violenza

Martin Luther King e il discorso sulla violenza che risuona ancora attuale

Alla luce dei recenti avvenimenti di Minneapolis, riportiamo un discorso sulla violenza di Martin Luther King che colpisce ancora oggi per la sua attualità
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George Floyd, afroamericano di 46 anni, è morto ieri a seguito della violenza perpetrata dalla polizia di Minneapolis e testimoniata dai passanti per strada in un video circolato sui social. Quanto è accaduto la scorsa notte in America riporta a galla quanto pensavamo di aver seppellito: la violenza gratuita. Per questo motivo, abbiamo scelto di evocare oggi le parole di uno dei padri della non violenza, Martin Luther King. Quello riportato di seguito è un passo tratto dal discorso sulla violenza che il pastore luterano tenne all’undicesimo raduno annuale della Conferenza dei Leader Cristiani del Sud. Era il 19 agosto del 1967.

Il discorso sulla violenza

“Sono preoccupato per un mondo migliore. Sono preoccupato per la giustizia; sono preoccupato per la fratellanza; sono preoccupato per la libertà. E quando si è preoccupati di queste cose, non si può predicare la violenza. Perché attraverso la violenza puoi uccidere un assassino, ma non puoi uccidere l’omicidio. Con la violenza puoi uccidere un bugiardo, ma non puoi stabilire la verità. Con la violenza puoi uccidere una persona che odia, ma non puoi uccidere l’odio attraverso la violenza. L’oscurità non può cancellare l’oscurità; solo la luce può farlo.”

Martin Luther King

Martin Luther King è stato uno dei più importanti attivisti di tutti i tempi e uno dei paladini della resistenza non violenta. Con i suoi discorsi e le sue azioni è riuscito a sconfiggere la segregazione razziale e la schiavitù e a garantire agli afroamericani gli stessi diritti dei bianchi. Il 28 agosto del 1963 King guidò la “Marcia per il lavoro e la libertà” verso Washington e tenne il celebre discorso che tutti conosciamo per la sua frase d’attacco “I have a dream” davanti al Lincoln Memorial Center. Fu ucciso a Memphis il 4 aprile del 1968, pare da un razzista bianco. Sotto l’impressione destata nel paese dall’assassinio, che scatenò in parecchie città statunitensi, e soprattutto a Washington, violente dimostrazioni da parte dei Negri, il Congresso si decise ad approvare le più urgenti leggi integrazioniste, in particolare quelle sugli alloggi.

 

 

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