Sei qui: Home » Società » Luc Montagnier, è morto il Premio Nobel per la medicina
aveva 89 anni

Luc Montagnier, è morto il Premio Nobel per la medicina

Il professor Luc Montagnier, premio Nobel per gli studi sull'Aids, è morto martedì 8 febbraio. L'ufficialità della morte è arrivata solo nelle ultime ore

E’ morto martedì 8 febbraio a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, il professor Luc Montagnier, premio Nobel per i suoi studi sull’Aids. La notizia, che circolava da ieri sera sui social, è stata confermata oggi dal quotidiano Liberation. Montagnier aveva 89 anni.

L’annuncio della scomparsa

Dopo il sito francese France Soir anche il professore francese,  oggi ha annunciato la morte del virologo che negli ultimi tempi aveva abbracciato posizioni no-vax. “Luc Montagnier è morto. Perdiamo un uomo la cui originalità, l’indipendenza e le scoperte sull’Rna hanno permesso la creazione del laboratorio che ha isolato e identificato il virus dell’Aids”: scrive sul suo profilo Twitter il controverso professore dell’ospedale di Marsiglia, Didier Raoult. Queste scoperte, prosegue Raoult, sono valse a Montagnier “la gloria, il Premio Nobel nonché l’inaudita ostilità dei suoi colleghi. L’attenzione portata alle sue ultime ipotesi fu sproporzionata”, continua Raoult.

 

Chi era Luc Montagnier

Luc Montagnier è stato un biologo e virologo francese, direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi dove nel 1983 assieme a Françoise Barré-Sinoussi ha scoperto il virus HIV: tale traguardo scientifico valse ai due il Premio Nobel per la medicina 2008 condiviso con il virologo tedesco Harald zur Hausen.

Montagnier si laureò nel 1953 in scienze biologiche. dopo la morte per tumore del padre, decise di iscriversi alla facoltà di medicina e di dedicarsi successivamente all’oncologia, ottenendo il dottorato di ricerca in medicina alla Sorbona nel 1960. Nello stesso anno diviene ricercatore presso il Centre national de la recherche scientifique (CNRS); dal 1960 al 1964 svolge alcuni tirocini in Gran Bretagna presso i centri di ricerca di Carshalton (nella periferia di Londra) e Glasgow. Proprio a Carshalton nel 1963, isolando RNA a doppio filamento in alcune cellule infettate dal virus della encefalomiocardite, evidenziò un possibile coinvolgimento di sequenze a doppio filamento di RNA come matrice per la replicazione virale. Dal 1965 al 1972 fu direttore di un laboratorio di ricerca dell’Istituto Curie presso Orsay. Nel 1972 fu quindi nominato capo dell’Unità Oncologica Virale dell’Istituto Pasteur e, nel 1974, direttore del CNRS.

Le ricerche sull’AIDS

Nel 1982 Luc Montaigner venne contattato da un team guidato dal dottor Willy Rozenbaum dell’Hôpital Bichat di Parigi per collaborare alla ricerca sulla possibile causa retrovirale della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), identificata appena l’anno prima negli Stati Uniti d’America. Attraverso una biopsia al linfonodo di uno dei pazienti di Rozenbaum nel 1983, il gruppo di ricercatori guidato da Montagnier fu in grado di isolare il virus, a cui fu dato il nome di LAV (lymphadenopathy-associated virus, ovvero “virus associato a linfoadenopatia”).

La diatriba con Robert Gallo

L’anno successivo un gruppo di studiosi statunitensi, guidato dal dottor Robert Gallo, capo laboratorio presso il National Cancer Institute di Bethesda nel Maryland, confermò la scoperta del virus, ma ne modificò il nome in “virus T-linfotropico umano di tipo III” (HTLV-III). Di lì a poco nacque un’accesa disputa internazionale tra Luc Montagnier e Robert Gallo su chi dei due potesse fregiarsi della paternità della scoperta, sorta in particolare a causa dei brevetti che i due presentarono per i test di diagnosi del virus: la polemica si assopì nel 1987 ma riprese nel 1990, quando il Chicago Tribune scoprì che i campioni analizzati da Gallo non provenivano da un paziente statunitense (come Gallo e il suo team avevano sempre sostenuto) ma erano in realtà stati forniti dall’Istituto Pasteur; Gallo affermò che la scoperta del virus era tecnicamente attribuibile a Montagnier e i due si riavvicinarono alla fine degli anni Novanta, rilasciando anche alcune pubblicazioni firmate da entrambi riguardo la storia della ricerca sull’HIV. Fece tuttavia scalpore, nel 2008, la mancata assegnazione del Nobel anche a Gallo, nonostante il suo ruolo fondamentale nel determinare l’associazione tra HIV e AIDS; lo stesso Montagnier si disse dispiaciuto per l’esclusione di Gallo dal premio.

Nel 1986 Montagnier riuscì a isolare un secondo ceppo del virus HIV, chiamato HIV-2 e maggiormente diffuso in Africa, e fu insignito del premio Albert Lasker per la ricerca medica. In seguito Montagnier s’impegnò in progetti di prevenzione dell’AIDS e nella ricerca di un vaccino efficace contro questa patologia, collaborando con diversi virologi, tra cui l’italiano Vittorio Colizzi. Nel 2008 gli venne assegnato il Premio Nobel per la medicina per la scoperta dell’HIV. Nell’ottobre del 2014 Montagnier siglò un accordo di collaborazione con l’I.R.C.C.S Neuromed per portare avanti alcuni studi di ricerca sulle neuroscienze.

© Riproduzione Riservata