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La poesia

“Spiaggia di sera”, la poesia di Giorgio Caproni sul tramonto marittimo

“Spiaggia di sera” è la poesia di Giorgio Caproni contenuta nella racconta “Come un’allegoria” e racconta la magia della sera lungo la spiaggia

Nella poesia “Spiaggia di sera”, contenuta nella racconta “Come un’allegoria”, Giorgio Caproni racconta la magia della sera lungo la spiaggia. Il momento più magico e malinconico della giornata.

“Spiaggia di sera”

Così sbiadito a quest’ora
lo sguardo del mare,
che pare negli occhi
(macchie d’indaco appena
celesti)
del bagnino che tira in secco
le barche.
Come una randa cade
l’ultimo lembo di sole.
Di tante risa di donne,
un pigro schiumare
bianco sull’alghe, e un fresco
vento che sala il viso
rimane.

Il momento del tramonto

Giorgio Caproni dipinge una scena tipica di una località di mare. È sera, il bagnino sta tirando le barche in riva e le morbide risate delle donne, il rumore della gente presente durante la giornata, è solo un ricordo lontano, pronto a tornare il giorno successivo. I colori di questo dipinto sono così ben descritti da essere facilmente immaginabili. Il mare, da verde-azzurro che era, è diventato di un indaco celeste, il riflesso del cielo alla fine del tramonto. Il sole ormai basso si tuffa definitivamente in acqua, irradiandola di calde lingue di colore. Tutto ciò che il bagnino vede e sente ora, al termine del suo lavoro, è un fresco venticello che appena muove le onde dalle creste bianche.

 

Giorgio Caproni

Giorgio Caproni nasce a Livorno il 7 Gennaio 1912, è stato poeta e critico italiano. Terminate le scuole medie, s’iscrive all’Istituto musicale “G. Verdi”, dove studia violino. A diciotto anni rinuncia definitivamente all’ambizione di diventare musicista e s’iscrive al Magistero di Torino, ma presto abbandona gli studi. Inizia in quegli anni a scrivere i primi versi poetici, ma non è soddisfatto. È il periodo degli incontri con i nuovi poeti dell’epoca: Montale, Ungaretti, Barbaro. Dal 1939 si trasferisce a Roma. Partecipa alla Resistenza italiana e dopo la fine della guerra diviene maestro di scuola elementare; convola a nozze con la sua storica compagna Rosa Rettagliata, vera identità della Rina delle sue opere. Morirà 22 Gennaio del 1990.

Alice Turiani

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