poesie d'amore

“Sognai che”, la poesia di Rabindranath Tagore sulla magia di una relazione

Ricordiamo una poesia Rabindranath Tagore, importantissimo poeta indiano, vincitore del Nobel per la letteratura nel 1913. Sognai che è un componimento estremamente romantico da dedicare alla persona che abbiamo al nostro fianco.
"Sognai che", la poesia di Rabindranath Tagore sulla magia di una relazione

Tagore è stato un poeta raffinato, profondo, con una sensibilità rara. Forse la voce più nota della letteratura indiana contemporanea, che ancora oggi continua ad emozionarci. Con i suoi versi, ha raccontato l’armonia dei sentimenti come l’amore, l’amicizia, la fratellanza. Nel suo stile troviamo sempre una grandissima capacità di fondere l’animo umano con la natura, nel desiderio di una vera e propria sublimazione. “Sognai che” è una delle poesie più delicate ed emozionanti della sua produzione.

Un sogno d’amore condiviso

Tagore ci regala un quadro estremamente romantico, dove lui, sogna di tenere stretto a sè la propria amata. Una poesia estremamente delicata, dove il tema dell’amore e della condiviosione, vengono rappresentati nella loro forma più pura. Il poeta ci parla di un momento commovente, dove anche il semplice osservare la propria donna, provoca commozione (“Guardai il suo volto, e lottai con le lacrime ..”). Una commozione dovuta alle parole che spesso ci teniamo stretti alla gola, parola che ci farebbero confessare la nostra vulnerabilità.

Tagore si immerge in quel momento profondo, di silenzio sofferto, dove l’aria si carica di sentimento e dove la voglia di condividere qualcosa con la propria amata diventa più forte di tutto. Tanto che, come se l’universo prendesse parte a questo quadertetto, la via lattea prende vita sulla testa dei due amanti. E il sogno più bello che si possa fare, in momenti del genere, è quello essere corrisposti. Il sogno più bello è quello di stare insieme, uniti, consapevoli (“mi chiesi se in questo momento
lei sognasse un sogno simile al mio”).

Sognai che, la poesia di Tagore

Sognai che lei sedeva vicino al mio capo,
arruffando teneramente i capelli
con le dita, suonando la melodia
del suo tocco.
Guardai il suo volto,
e lottai con le lacrime,
finché l’agonia di parole non dette
lacerò il mio sonno come una bolla.
Mi sedetti sul letto e guardai lo splendore
della Via Lattea sopra la finestra,
come un mondo di silenzio in fiamme,
e mi chiesi se in questo momento
lei sognasse un sogno simile al mio.

 

Stella Grillo

© Riproduzione Riservata
Commenti