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La poesia

“Se tu venissi in autunno”, la poesia di Emily Dickinson sul tempo e l’attesa

“Se tu venissi in autunno” è una poesia di Emily Dickinson contenuta nella raccolta “Tutte le poesie” che racconta l’attesa e la gestione del tempo

“Se tu venissi in autunno” è una poesia di Emily Dickinson che racconta il tempo e l’attesa quando si ha un obiettivo. Abbiamo pensato di proporvi questa poesia in occasione dell’anniversario di domani della poetessa americana nata proprio il 10 dicembre del 1830 e morta il 15 maggio del 1886.

“Se tu venissi in autunno”

Se tu venissi in autunno,
Io scaccerei l’estate,
Un po’ con un sorriso ed un po’ con dispetto,
Come scaccia una mosca la massaia.
Se fra un anno potessi rivederti,
Farei dei mesi altrettanti gomitoli,
Da riporre in cassetti separati,
Per timore che i numeri si fondano.
Fosse l’attesa soltanto di secoli,
Li conterei sulla mano,
Sottraendo fin quando le dita mi cadessero
Nella Terra di Van Diemen.
Fossi certa che dopo questa vita
La tua e la mia venissero,
Io questa getterei come una buccia
E prenderei l’eternità.
Ora ignoro l’ampiezza
Del tempo che intercorre a separarci,
E mi tortura come un’ape fantasma
Che non vuole mostrare il pungiglione.

L’attesa e l’illusione del tempo

Nella poesia “Se tu venissi in autunno” Emily Dickinson, che sta aspettando l’arrivo di una persona cara, ci racconta come sia difficile affrontare un’attesa quando hai un obiettivo da raggiungere. Il tempo che passa, ma che in realtà sembra non passare mai diventa nemico principale dell’attesa. Ci che rende ancora più snervante questa attesa è l’impossibilita di avere una certezza. Emily Dickinson in “Se tu venissi in autunno” vorrebbe avere una data, un momento preciso dell’anno in cui dover aspettare, un giorno specifico per cui fare il conto alla rovescia, o un periodo in particolare in cui tagliare via quel tempo in eccesso che la tiene lontana dalla persona che deve rivedere. Il tempo qui diventa quindi inquantificabile e immisurabile.

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Emily Dickinson

Emily Dickinson nacque ad Amherst, in Massachusetts (USA), nel 1830. Ragazza intelligente e brillante che, come testimoniano i suoi scritti, apparentemente non risentì molto di questa rigida atmosfera. Frequentò l’Accademia di Amherst per sette anni e in seguito frequentò una delle scuole più importanti del New England, la Mount Holyoke Female Seminary. Emily si rifiutava di vedere gente, e non uscì dalla sua stanza neanche quando morirono i genitori. Fu una scrittrice molto prolifica, ma solo pochissime delle duemila poesie composte furono pubblicate durante la sua vita, conservava le poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti tra loro, in un cassetto della sua camera e furono ritrovate da sua sorella Lavinia solo dopo la sua morte nel 1886.

Alice Turiani

 

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